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La Regione ha approvato un atto che permette alle imprese impegnate nella ricostruzione di ricevere un anticipo di pagamento sui lavori
Cantieri Umi Spina

Mercoledì 22 aprile la Giunta regionale dell’Umbria ha approvato una deliberazione che riguarda la ricostruzione post terremoto del 15 dicembre 2009 e con la quale si permette, alle imprese e ai tecnici che sono tuttora impegnati nei lavori e che abbiano già raggiunto almeno il primo stadio di avanzamento, pari al 40% del totale (con conseguente pagamento della corrispondente percentuale di contributo), di ricevere, in anticipo, un ulteriore 10% del contributo assegnato per la realizzazione dell’opera.

Con questa deliberazione, in pratica, tutte le imprese e i vari professionisti impegnati nella ricostruzione, e in particolare nei lavori conclusivi delle tre Umi (Unità minime di intervento) ancora da completare nel Castello di Spina, potranno ricevere, in tempi molto brevi e senza dover presentare nessun ulteriore documento, un contributo del 10% come anticipo rispetto al successivo step di pagamento o al saldo, che sarebbe altrimenti arrivato tutto alla fine dei lavori e dopo avere eseguito i vari collaudi. “Parliamo – spiega l’assessore Borzacchiello – di alcune centinaia di migliaia di euro che andranno a pagare lavori per lo più già eseguiti di aziende e tecnici che sono da un mese e mezzo fermi a causa dell’emergenza da Covid-19 e che senza questo provvedimento avrebbero ricevuto solo tra alcuni mesi e dopo l’ulteriore presentazione della documentazione di avanzamento o di conclusione dei lavori”.

“Si tratta chiaramente – aggiunge il vicesindaco con delega allo sviluppo economico Andrea Pilati – di una vera e propria boccata di ossigeno per queste imprese, per la maggior parte locali, e per i tanti lavoratori e professionisti che impiegano nella ricostruzione, in una fase di ulteriore grave difficoltà per tutto il comparto dell’edilizia. Queste somme che saranno erogate rappresentano anche un sostegno per la rimessa in moto dei cantieri che speriamo possa avvenire quanto prima nell’ambito della cosiddetta fase due della gestione dell’emergenza pandemica”.

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