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Il progetto imprenditoriale è promosso dalla start up "Officina BioMat" impegnata a fare ricerca e a commercializzare biomateriali puntando sull'uso virtuoso della plastica: il riuso
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E’ tutta made in Umbria la start up “Officina BioMat” impegnata a fare ricerca e a commercializzare biomateriali puntando sull’uso virtuoso della plastica: il riuso. La pratica è stata presea in esame in relazione al problema, di strettissima attualità, legato alla prevenzione degli assembramenti e a consentire il distanziamento sociale in questo periodo di emergenza sanitaria.

Insieme ad un’impresa perugina specializzata in materie plastiche e tramite un kit modulare fatto di tubi, teli, pannelli e due tipi di raccordi, l’idea è stata quella di costruire, senza bisogno di alcun attrezzo, percorsi e separè adattabili alle più disparate esigenze. Ulteriori preziosi spunti di ottimizzazione sono pervenuti dal titolare di uno stabilimento balneare del lago Trasimeno che ha testato il kit così modulabile da essere stato definito una sorta di “Lego” per adulti. Insomma, per ironia della sorte, una soluzione per il distanziamento sulle spiagge, potrebbe venire da una delle regioni che non ha il mare.

“Il progetto – spiega Michele Galeri, uno dei tre giovani impegnati nella nuova impresa – sposa i principi dell’economia circolare: una volta cessato il bisogno del distanziamento sociale il kit non diventerà un rifiuto. Potrà essere riconvertito in altro, dalle scaffalature al pannello pubblicitario, dalla fioriera fino all’orto verticale (con possibilità di renderlo irriguo!); addirittura può diventare un tavolo per bambini che cresce in altezza seguendo la crescita stessa del bambino”.
Queste, ci viene spiegato, sono solo alcune delle possibili applicazioni. “Contiamo di distribuire il kit e formare una community proattiva ai principi dell’economia circolare”, conclude fiducioso Michele Galeri.

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