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La crisi e l'evoluzione del movimento pacifista in un libro di Romina Perni, tuderte, e Roberto Vicaretti, massetano, appena pubblicato da "People"
non c'è pace

Il linguaggio della pace non è più pop. La stagione della grande mobilitazione d’inizio millennio appare lontana anni luce. Mentre, soprattutto tra i più giovani, cresce l’interesse e la partecipazione globale sui temi dell’ambientalismo, il movimento pacifista ha perso slancio, appeal, fatica a trovare spazi. La bandiera arcobaleno, che meno di vent’anni sventolava sui terrazzi e dietro la quale si riempivano le piazze, ha i colori sempre più sbiaditi. Eppure viviamo in un mondo attraversato da guerre e conflitti, anche se spesso dimenticati, nascosti o derubricati ad eventi minori, quasi di natura fisiologica.

E’ intorno a questa riflessione che nasce il bel lavoro di Romina Perni, tuderte, e Roberto Vicaretti, massetano, “Non c’è pace. Crisi ed evoluzione del movimento pacifista” (edizioni People, 2020, pp. 160, 15 euro). Per scrivere questo testo Romina e Roberto, che sono coppia anche nella vita (e che in passato hanno scritto anche per TamTam), hanno incontrato professori, studiosi, attivisti e politici con lo scopo di indagare le cause che hanno portato alla “mutazione arcobaleno”. Non un’indagine fine a se stessa e non solo un invito a tornare nelle piazze per testimoniare gli ideali pacifisti, ma una riflessione utile anche a comprendere la portata della nuova ondata di partecipazione, ispirata da Greta Thunberg, “e, magari, a non commettere gli stessi errori”.

Il libro, disponibile anche sugli store online, è il frutto di una comune sensibilità (entrambi hanno partecipato seppur in modo differente al movimento) ma di due punti di vista diversi, legati alle distinte esperienze professionali degli autori. Romina Perni è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia. Si occupa del tema della pubblicità e della trasparenza del potere. Si interessa anche di utopie e distopie contemporanee. Fa parte della redazione della rivista Cosmopolis. Ha pubblicato: Diritto, storia, pace perpetua. Un’analisi del cosmopolitismo kantiano; L’utopia in Cyrano de Bergerac. Roberto Vicaretti, giornalista professionista dal 2008, da undici anni lavora a Rai¬news24. Cura e conduce da sette anni la rassegna stampa della mattina e il programma di approfondimento politico Studio24. Di recente è passato alla conduzione di Agorà su Rai3. Nel 2015 ha pubblicato per Imprimatur La certezza del dubbio. Pietro Ingrao raccontato da chi lo ha conosciuto.

Nel volume si ritrova la penna del giornalista, Roberto, con tredici interviste fatte a diverse persone, che si intrecciano con la disamina frutto degli studi in filosofia politica di Romina. Dalle pagine di “Non c’è pace” non esce rassegnazione o disillusione, anzi emerge a tratti la volontà di far sapere al mondo che il movimento pacifista esiste ancora e che il linguaggio del valore dei diritti e dell’attenzione alle diseguaglianze merita una nuova ulteriore attenzione. Quello della pace non è un “pensiero debole” ma un progetto dai tempi necessariamente lunghi, che possono essere addirittura lunghissimi. E già, perchè, “… il pensiero pacifista è una speranza collettiva, altrimenti è l’aspirazione di figure monastiche, il desiderio di spiritualità e di una pace che non è nel mondo”.

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