“Oltre il 60 percento dei campioni analizzati nelle acque superficiali in Umbria attesta una contaminazione sopra al limite di glifosato e del suo metabolita Ampa (acido amino metil fosfonico). È quanto sostiene l’assessore Roberto Morroni nella risposta all’interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle”. Lo dichiara il capogruppo a Palazzo Cesaroni, Thomas De Luca, spiegando che nell’atto ispettivo venivano chieste “chiarezza e trasparenza rispetto all’utilizzo della sostanza contenuta nell’erbicida, sospettato di essere cancerogeno e provocare il linfoma non-Hodgkin. Negli Stati Uniti la Bayer ha chiuso un accordo per un maxi risarcimento di 11 miliardi di dollari nei confronti di 125mila cittadini che si considerano vittime dei danni causati dal glifosato”.
De Luca evidenzia che “l’Assessore regionale all’Ambiente ha comunicato che ‘i dati ad oggi disponibili mostrano, in ambito regionale, positività diffuse che si rilevano prevalentemente nelle acque superficiali e il glifosate e il suo metabolita Ampa è presente in oltre il 60 percento dei campioni analizzati. I valori medi delle concentrazioni rilevate per questi due principi attivi sono risultati superiori agli standard di qualità di cui alla tab.1/B del D.Lgs. 172/2015 in diversi punti di monitoraggio, condizionando in taluni casi il giudizio di stato ecologico dei relativi corpi idrici. Tali dati hanno trovato conferma anche nelle prime elaborazioni dei dati raccolti nell’anno 2019’”.
“La Giunta – sottolinea il consigliere regionale – ammette che si tratta di sostanze contaminanti che pregiudicano lo stato ecologico di fiumi e laghi. Non possiamo dire che la risposta data all’interrogazione non sia stata chiara e per questo facciamo un plauso all’assessore Morroni a cui diamo anche il merito di aver dichiarato il proprio impegno verso un orizzonte, quanto più prossimo, in cui si potrà dichiarare l’Umbria ‘glyphosate free’.
‘Il Regolamento di esecuzione dell’Unione Europea n. 2324/2017 del 12 dicembre – ricorda nella sua risposta l’assessore Morroni – prevede tra le limitazioni del glifosato il divieto di utilizzo in aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili (parchi e giardini pubblici, campi sportivi e aree ricreative, cortili delle scuole e parchi gioco per bambini), nonché in prossimità di aree in cui sono ubicate strutture sanitarie’. E riconosce l’opportunità di ‘proseguire nella verifica della presenza dei residui del glifosato nei prodotti agricoli, per verificarne l’effettiva presenza in seguito all’introduzione dei limiti di impiego previsti sia a livello nazionale che regionale’”.










