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Il Fondo di solidarietà bilaterale dell'artigianato ha emesso i primi 3.347 bonifici da destinare alle lavoratrici e ai lavoratori di comparto
ARTIGIANI METALMECCANICI

Il Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato (Fsba), costituito da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai, Cgil Cisl, Uil, ha erogato in queste ore 3.347 bonifici alle aziende artigiane umbre per un totale di 8.903.395 euro da destinare alle lavoratrici e ai lavoratori di comparto, come prestazione prevista per l’emergenza Covid 19 per i mesi di marzo e aprile. Ingente è stata la richiesta di utilizzo del Fondo da parte delle aziende artigiane a causa della pandemia ancora in atto: nello specifico, in Umbria a oggi sono oltre 4mila le aziende che hanno fatto richiesta per il sostegno al reddito di oltre 18mila lavoratori.

“Il Fondo – spiegano Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria – ha proceduto con la massima velocità a garantire la distribuzione dell’ultima trance di 516milioni di euro accreditata dal governo centrale nelle casse di Fsba il 28 luglio. Tuttavia, a fronte delle domande a oggi pervenute, riteniamo necessario un nuovo intervento del Governo e delle istituzioni volto a ottenere ulteriori risorse per coprire tutte le domande pervenute nei mesi di maggio, giugno e luglio, e volto ad allungare ulteriormente il numero di settimane di cassa integrazione rispetto alle diciotto già previste e in buona parte utilizzate dalle imprese del comparto”.

Il Fondo di solidarietà nazionale aveva già distribuito, con risorse proprie, 250milioni di euro ai lavoratori sospesi causa Covid 19, a totale copertura del mese di marzo. Gli ulteriori stanziamenti di 765milioni di euro risultano comunque insufficienti a coprire il fabbisogno del settore oltre il mese di aprile.

“L’artigianato – prosegue il sindacato confederale – è da sempre il basamento dell’economia umbra caratterizzata dall’attività di lavoratori dipendenti di piccole e microimprese. Fsba e parti sociali stanno facendo oltre il possibile per rispondere celermente alle numerose esigenze di tante famiglie, perseguendo l’obiettivo di mantenere vivo il comparto, salvaguardando i diritti del lavoro e garantendo l’occupazione, nella speranza che tutto torni alla normalità nel più breve tempo possibile. Occorre però fare presto e fare bene: le famiglie dei lavoratori sospesi dal lavoro non possono più aspettare i tempi di reperimento delle risorse assolutamente necessarie per la tenuta del sistema”.

 

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