Avevo letto con interesse la notizia della possibilità che il personale scolastico potesse fare su base volontaria dei test sierologici per cercare di far ripartire la scuola il 14 con qualche certezza in un momento così difficile per il paese. La mia scuola, il Ciuffelli-Einaudi di Todi, ha immediatamente pubblicato una circolare prima per chiedere l’adesione poi per dare le istruzioni in merito. Avrei dovuto chiamare un numero, l’8858358 per prendere un appuntamento per eseguire il test. Venerdì in tarda mattinata ho chiamato inutilmente una ventina di volte, era sempre occupato, non una lista di attesa, ma sempre occupato. Ho avuto la netta sensazione che il numero fosse stato staccato. Ho riprovato questa mattina ultimo giorno a disposizione. Stessa cosa.
Mi sono allora messo in contatto con ASL Umbria, dopo una lunga attesa, correttamente disciplinata da una lista, ho parlato con una gentile operatrice che è caduta dalle nuvole, mi ha indicato altri numeri, ma non sono riuscito a risolvere nulla. Alla fine ho chiamato l’ospedale a Pantalla, dove un signore mi ha suggerito piuttosto seccato di insistere perchè alla lunga sarei riuscito a parlare con l’addetto.
E’ possibile che per fare il proprio dovere un cittadino responsabile debba stare al telefono per ore? Non sono sufficienti una cinquantina di chiamate?
La prima pagina del giornale che leggo oggi parla di 1210 nuovi casi in 24 ore ed è il titolo d’apertura. Non stiamo parlando quindi di cose di poco conto bensì della salute dei cittadini. Il 14 riaprirà fra mille polemiche la scuola in Umbria, penso che sia importantissimo farla riaprire con qualche piccola certezza, ad esempio che io Enrico Trizza non sono contagioso e che i miei 60/70 studenti possono stare tranquilli, non mi sembra così difficile, anche perchè non credo che il personale scolastico tutto a Todi sia formato da milioni di unità!
Per mestiere insegno storia ed educazione civica alle superiori ed insisto molto sulla importanza del cittadino nelle istituzioni, spesso devo vincere la resistenza dei miei alunni che mi considerano un illuso quando spiego, teorie e fatti alla mano, che il cittadino è padrone delle istituzioni.
Oggi ho avuto la prova provata che non è così, nemmeno in un momento di massima emergenza come questo la spaventosa collosità ed inefficienza della burocrazia vengono meno.









