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L'oggetto, testimone del passaggio dell'eroe dei due mondi in città nel 1849, è stato oggetto di un restauro
sella garibaldi
La sella di Anita Garibaldi, dopo essere stata oggetto di un restauro, è tornata da qualche giorno a mostrarsi nelle sale del museo civico di Todi.
E’ una delle tracce “memorabili” del passaggio in città di Giuseppe Garibaldi, avvenuto nel 1849, dopo la disfatta della Repubblica Romana, con l’eroe dei due mondi in fuga verso nord con un drappello di suoi uomini.
Si diceva delle “tracce”: il cipresso adiacente a Palazzo Pensi, che fu messo a dimora in suo onore, la statua che il perugino Giuseppe Frenguelli realizzò nel 1890 e, appunto, la sella della moglie Anita.
La storia vuole che Anita, in avanzato stato di gravidanza, giunta a Todi al seguito del marito, chiese al sellaio Branzani di realizzare una sella più confortevole, e gli lasciò in dono, come prezioso ricordo, la sella con la quale aveva cavalcato da Roma a Todi.
Il figlio del Branzani, Eleuterio, pittore di fama tuderte e audace garibaldino, decise di consegnarne la memoria al museo, dove è tornata a mostrarsi ai visitatori.
“Sono veramente felice di questo ritorno – commenta l’assessore alla cultura Claudio Ranchicchio. La città è da sempre legata alla figura di Garibaldi e questo restauro è un omaggio che rafforza questo legame”:

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