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Il partito di opposizione chede che il Dicastero guidato da Franceschini valuti la possibilità di una revisione della decisione, che si ritiene discutibile visti i vincoli architettonico e paesaggistico che insistono sul colle di Todi
semaforo piazza

Il nuovo arredo urbano continua a far rumore. Al centro dell’attenzione l’installazione di paletti dissuasori della sosta e di una barriera per impedire l’accesso delle auto alla Piazza e al Borgo. Per l’opposizione del Pd non si può parlare di arredo urbano. “Un intervento di arredo urbano – si legge in una nota del  Partito Democratico – presupporrebbe la volontà di qualificare lo spazio urbano con elementi di arredo che garantissero le molteplici funzioni del centro storico, per renderlo fruibile a cittadini e turisti.  L’amministrazione comunale ha preferito invece ridurre l’intervento alla realizzazione di una corsia di scorrimento delle auto (come se la piazza fosse delimitata da una strada qualsiasi) e all’installazione di una barriera dotata di cartello stradale con segnale luminoso e sonoro, tipo pilomat, ma molto, molto più brutta”.

Il Pd lamenta che questo non è che l’ultimo degli interventi che l’amministrazione di centro destra, “presa dalla furia di impedire l’accesso del traffico privato al centro storico, impone senza alcun confronto con le categorie di utenti del colle cittadino, che, ricordiamo, non sono solo commercianti, che pure hanno il diritto di rappresentare le loro opinioni e richieste, ma anche residenti, (alcuni dei quali hanno visto trasformare il Borgo in cui vivono in un groviglio di semafori, per la stabile istituzione del doppio senso di circolazione in quel breve tratto di strada) studenti, professionisti, dipendenti di uffici pubblici e dei servizi”.

Il Partito Democratico fa sapere di non essere contrario all’istituzione dell’isola pedonale sulla piazza di Todi, ma di ritenere “che non debba essere una scelta assoluta e vada contemperata con le molteplici funzioni che la piazza ha e che l’arredo debba avere uno stile e una funzione consona al luogo e agli utenti dello spazio pubblico”.

Il PD ha segnalato al Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini la posa dei dissuasori e l’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza Umbra all’intervento, chiedendo che valuti la possibilità di una revisione di quella decisione, che si ritiene discutibile visti i vincoli architettonico e paesaggistico che insistono sul colle di Todi e, in particolare sulla Piazza.
E’ stato dato il via  inoltread una raccolta firme per una petizione popolare da inviare alla Soprintendenza dell’Umbria e al Ministro, per chiedere anche così che si rivaluti il progetto e lo si ridefinisca per tutelare una delle piazze storiche più belle e importanti d’Italia.
“A margine di questa nostra iniziativa – conclude il comunicato del PD – abbiamo comunque fatto richiesta di accesso agli atti, per conoscere il progetto che l’amministrazione ha presentato alla Soprintendenza.. Ed è successo un fatto curioso: avevamo chiesto che ci fossero inviati gli atti che l’amministrazione ha posto in essere per realizzare l’opera. Cosa strana,  la responsabile del Servizio Opere Pubbliche del Comune di Todi (chissà poi perchè della questione non è stato investito il Servizio Urbanistica) ci ha inviato solo l’autorizzazione della Soprintedenza dell’Umbria di cui eravamo già a conoscenza. Nell’autorizzazione però sono citate la nota del 24 febbraio scorso con cui l’amministrazione ha chiesto l’autorizzazione e la relativa Relazione Tecnica illustrativa, che, si legge sempre nell’autorizzazione, è stata allegata a sostegno del progetto. Ma di tutto questo non c’è traccia nella documentazione trasmessa dagli uffici. Come mai? C’ è qualcosa da nascondere? Non si ha il coraggio di rendere pubblico il progetto elaborato dall’Amministrazione? A proposito, sempre nell’autorizzazione c’è scritto che le barriere mobili sono due! Una lato sud e una lato nord della piazza!  Stanno per installarne un’altra vicino alla scalinata del Duomo?”.

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