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Viene garantito tutto il percorso di assistenza durante la gravidanza con esclusione del parto e non sono possibili i ricoveri; non sembra la via giusta per riaprire i reparti
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Una nota dell’ufficio stampa della Usl Umbria 1, informa che dal 14 settembre nell’ospedale Media Valle del Tevere sono riprese le prestazioni ambulatoriali e l’attività chirurgica in day surgery dell’ostetricia e ginecologia, ma non sono possibili né il ricovero ordinario né  il parto. 

“Il servizio – si legge nella nota – garantisce la continuità assistenziale a tutte le pazienti residenti nei territori del distretto della Media Valle del Tevere, assicurando dal lunedì al venerdì (dalle ore 8 alle 16) tutte le prestazioni relative al monitoraggio della gravidanza, visite ed ecografie ginecologiche, certificazione ed applicazione Legge 194/78, approfondimento diagnostico dello screening citologico, follow up patologie oncologiche, diagnostica ginecologica strumentale, interventi di ginecologia in regime di ricovero day surgery.

Nell’ambito del percorso nascita, l’equipe dei professionisti assicura la presa in carico della gravidanza e l’esecuzione di tutte le indagini previste dalla normativa vigente per la sorveglianza del benessere materno e fetale (visite, ecografie, esami ematochimici, indagini di medicina prenatale quali Test combinato e amniocentesi) e supporta la coppia anche nella scelta del luogo del parto proponendo sia percorsi di continuità con le strutture di Gubbio-Gualdo Tadino e Città di Castello, dove sono presenti gli stessi professionisti, sia percorsi presso altre strutture della regione, in base al grado di rischio presentato e le esigenze espresse dalla coppia stessa.

L’ospedale Media Valle del Tevere, garantisce anche una continuità del percorso dopo il parto, grazie alla presenza di un ambulatorio pediatrico cui la coppia può rivolgersi per il controllo del neonato post dimissione e per il sostegno e l’aiuto pratico in allattamento”.

Fin qui la nota della Usl Umbria 1, che fa sorgere però alcune considerazioni. La prima: perché non viene ripristinata la degenza di ostetricia, ginecologia e tantomeno il punto nascita, visto che non c’è ancora stata una soppressione ufficiale di questi reparti? La seconda: le prestazioni sono garantite dalle 8 alle 16; se poi c’è un’urgenza dopo le 16, a chi ci si rivolge, a qualcuno che non ti ha mai seguito durante tutto il percorso? La terza: non puoi partorire a Pantalla, ma puoi scegliere di partorire in uno degli ospedali in cui lavorano gli stessi professionisti che ti hanno seguito fino ad ora. Dove? A Gubbio – Gualdo Tadino e a Città di Castello, quindi negli ospedali più lontani dal territorio della Media Valle del Tevere. Ci si domanda perché una coppia dovrebbe fare questa scelta, tanto vale allora fare tutto il percorso in una struttura più vicina e più attrezzata (Perugia, Foligno, ecc.). Forse è un modo per far chiudere definitivamente questi reparti?

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