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La città di Jacopone è uno dei centri dell'itinerario alla scoperta delle tracce del genio urbinate nell’Umbria centrale e delle sue influenze su generazioni di artisti umbri
spagna todi

“Raffaello e l’Umbria: suggestioni raffaellesche a Todi e nell’Umbria centrale”. E’ il titolo dell’iniziativa che, in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte, accende una luce sulla presenza in Umbria di Raffaello, una presenza documentata dal 1498 al 1505 circa, sette anni dei soli 37 della sua breve esistenza. L’evento, presentato anche su queste pagine nelle settimane scorse, tocca i comuni di Bettona, Bevagna, Deruta, Foligno, Montefalco e Todi, alla ricerca delle influenze che il genio urbinate ebbe su generazioni di artisti umbri.

Todi è uno dei centri nodali di questo itinerario alla scoperta delle tracce di Raffaello nell’Umbria centrale. Un percorso diffuso alla scoperta di affreschi e dipinti che evocano l’arte del maestro urbinate, dei quali la città conserva molti esempi, dalla grande pala dello Spagna, allievo del perugino, alle opere ottocentesche di Eliseo Fattorini che frequentando l’Accademia di Belle Arti di Perugia, diede avvio alla propria carriera copiando i capolavori del maestro. E gli spazi che ospitano le opere riescono anche a creare un leitmotiv per visitare i principali monumenti della città.

Museo civico.  All’ingresso della Pinacoteca è possibile ammirare uno dei capolavori dello Spagna, “l’Incoronazione della Vergine”. La pala, commissionata dai frati del convento di Montesanto, si ispira alla pala del Ghirlandaio di Narni, ma introduce il nuovo linguaggio pittorico che Lo Spagna apprese dalla Scuola del Perugino. Allo stesso artista sono attribuite altre due opere, un ritratto del “Beato Bernardino da Feltre” ed uno stendardo processionale raffigurante una “Trinità in gloria”.

Chiesa di San Fortunato. La chiesa dedicata al Santo Patrono della città, in stile gotico, conserva, nella quarta cappella della navata di destra, l’affresco “Madonna col bambino e angeli” eseguito nel 1432 da Masolino da Panicale. Nella sesta cappella di destra, all’interno del cilco di affreschi che narrano la vita di san Francesco di Assisi, si può scorgere una copia della “Madonna col Cardellino” i Raffaello.

Cattedrale della SS. Annunziata. La Cattedrale della SS. Annunziata, risalente all’XI secolo, custodisce tre opere dello Spagna: un affresco staccato raffigurante la “Trinità” e i ritratti dei “Santi Pietro e Paolo” posti ai lati dell’abside. Sopra l’altare della quarta navata, detta comunemente “la Navatina”, è esposta una tempera su tavola attribuita a Giannicola di Paolo, una delle personalità più indipendenti tra gli allievi del Perugino. Vi sono raffigurati la “Madonna e il Bambino tra i Santi Caterina d’Alessandria e Rocco” e nella lunetta superiore il “Cristo Morto tra i Santi Nicodemo e l’Arimateo”. Un’altra mirabile opera di ispirazione raffaellesca sono le vetrate artistiche che Eliseo Fattorini e Francesco Moretti realizzarono alla fine dell’Ottocento. Per ornare i rosoni e le vetrate della navata di destra i due artisti presero spunto da alcune opere del Perugino, rievocandone in particolar modo la delicatezza dei volti e la vivacità dei colori.

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