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A nome mio personale e di Forza Italia Todi esprimo grande soddisfazione per il documento approvato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Umbria riguardante l’aggiornamento delle linee guida sull’IVG farmacologica (RU 486).
Il chiaro e netto richiamo alla “ piena e totale osservanza della legge 194/78” è il faro che deve guidare ogni disposizione in materia di aborto, soprattutto nel rispetto di quanto sancito dall’art 1 che prevede “ Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.
Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio‐sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.”

Richiamando la legge 194 si chiede alla Giunta Regionale di legiferare tenendo fermo il principio della tutela della maternità, della tutela della vita e della salute della donna, alla quale deve fornire tutti gli strumenti sociali e sanitari affinchè non venga lasciata sola in un momento tanto drammatico della propria e vita e perchè sia messa nella condizioni di poter decidere liberamente, secondo scienza e coscienza, se procedere all’interruzione di gravidanza.
Nel pieno rispetto della sensibilità di ciascuno, non potrà sfuggire che una donna che si trovi a dover decidere se abortire o meno e che viva in uno stato di necessità economico, sociale o in situazioni di violenza domestica, ad oggi non trova altra alternativa che procedere all’interruzione di gravidanza perché, a distanza di oltre 40 anni, lo Stato, le regioni e gli enti locali non hanno sviluppato alcun sostegno che consenta alla donna di poter liberamente decidere. 

L’unico aiuto che si propone alle donne è di poter abortire nella solitudine della propria casa, da sola, con il compito di dover verificare con minuziosa precisione l’avvenuta integrale espulsione del proprio bambino, tra lacrime e sangue, senza una mano amica che possa dare coraggio, senza la presenza di un medico che possa verificare che tutto stia procedendo senza rischi.
Perché ancora oggi la maternità è un fatto solo della donna, di quella donna che in quel preciso momento scopre di custodire in sé un’altra vita: su di lei grava il peso di una scelta e solo su di lei graveranno le conseguenze della sua scelta. 

E invece no!
Quella madre in difficoltà, quella maternità così difficile, non è un problema di quella donna, è il problema di un’intera società e un’intera società deve farsene carico mettendo in atto ogni tutela affinchè si possa LIBERAMENTE scegliere se abortire o meno.
Quale libertà, quale tutela stiamo garantendo ora ? Quale progresso c’è nel fornire una pillola e rimandare quella donna a casa e, contestualmente, non pensare minimamente a garantire tutele economiche e sociali per le madri in difficoltà ? 

Io mi batterò con ogni forza affinchè il grido di aiuto di ogni donna arrivi alle orecchie di uno Stato per troppo tempo sordo alla necessità delle madri e di chi madre lo vorrebbe diventare, perché nessuna donna venga lasciata sola, perché nel 2020 ci si accorga che la maternità è il fuoco che alimenta la nostra società e non un problema da far gravare solo sulle spalle delle donne.

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