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Riteniamo interessante l’iniziativa dell’amministrazione comunale con cui si intende donare un buono sconto di 30 euro a tutti i bambini da zero a 10 anni, da spendere nei negozi della nostra città. Una misura che, dai calcoli fatti dal Comune, impegna un contributo pubblico di circa 37 mila euro. Tuttavia ci sarebbe sembrato più corretto applicare e distribuire questo contributo alle famiglie (perché di questo si tratta), con un criterio più equo. È evidente come, da sempre, ma soprattutto a seguito della pandemia, la condizione dei diversi nuclei familiari sia molto differente. Non possiamo non considerare che alcune categorie lavorative, abbiano continuato a percepire un reddito con continuità, a fronte di altre, che, il reddito, lo hanno visto molto ridotto addirittura azzerato. Dare, ad esempio, lo stesso contributo ad una famiglia in cui si possono contare due stipendi sicuri (a dicembre con relativa tredicesima), alla pari di una, in cui, magari da mesi, di stipendi, non ne entra nemmeno uno, ci sembra iniquo.
A parità di stanziamento, avremmo preferito ripartire la somma, mettendo alcuni paletti (ovviamente su base reddituale), al fine di aumentare i singoli contributi a chi più ne ha bisogno. Questo non avrebbe modificato l’immissione di risorse per le attività del territorio, ma avrebbe garantito le fasce più deboli e precarie. Un provvedimento pensato per alcuni commercianti, presumendo un incremento delle vendite tutto da verificare, ma che crea paradossi, che, probabilmente, con alcuni correttivi, si potevano evitare.
Spesso il centro-destra parla di due Italie, con riferimento alle garanzie di cui godono alcuni lavoratori rispetto ad altri. Un ragionamento che non riteniamo giusto strumentalizzare, perché non è utile costruire conflitti sociali, che, invece, andrebbero risolti, lavorando per estendere a tutti diritti e tutele, ma che, paradossalmente, viene rafforzato da provvedimenti come quello emanato. Avremmo dato volentieri il nostro contributo di idee anche in questo caso, ma, come evidente, le aperture su una possibile collaborazione fra maggioranza e opposizione, ci saranno, quando le scelte saranno state fatte.

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