Il commercio elettronico ha vissuto una sostanziale crescita durante l’emergenza causata dalla pandemia di Covid-19, ma l’abitudine agli acquisti online rimarrà per il 59% degli italiani anche dopo che l’emergenza sarà passata. A evidenziarlo è una autorevole ricerca, effettuata nel mese di ottobre, dalla quale emerge che l’e-commerce sta continuando a conoscere balzi in avanti del 20 per cento, con i consumatori che sono sempre più spesso portati a preferire l’online rispetto agli acquisti nei punti vendita fisici.
La realtà locale non è estranea a queste dinamiche, con aziende e negozi che provano ad affacciare le loro vetrine su internet con maggiore convinzione rispetto al passato. C’è chi poi il passaggio lo sta interpretando come una svolta epocale e come una opportunità per il territorio. E’ il caso del Caseificio Montecristo di Todi, che il 30 novembre aprirà la sua piattaforma per vendere su internet non solo i tanti formaggi prodotti a km zero ma anche un assortimento di prodotti tipici locali attentamente selezionati in negozio.
Con alle spalle 27 anni di attività e con una storia imprenditoriale singolare, nata e cresciuta in simbiosi con la scuola nella quale ha studiato (l’Istituto Agrario Ciuffelli), Riccardo Marconi ha ponderato bene il grande passo, lavorando per quasi un anno al suo sviluppo, affinchè nulla venisse lasciato al caso. “L’idea – spiega – covava da anni ma è stata proprio la crisi pandemica a dare il definitivo impulso alla sua realizzazione. Abbiamo registrato un boom di interesse dei clienti per gli alimenti sani, genuini, garantiti dalla serietà dell’azienda che li produce. E, contrariamente, a quel che si potrebbe pensare, si è ampliata ulteriormente l’area delle richieste, ormai provenienti da tutta Italia e anche dall’estero”.
La nuova avventura sul web del Caseificio, che appena due anni fa aveva ammodernato e raddoppiato il laboratorio di Bodoglie, parte con tutti i presupposti necessari, onde evitare le infatuazioni superficiali alle quali anche in zona si è assistito in passato. “Alle spalle del punto vendita fisico – sottolinea Marconi – abbiamo preso locali per alcuni centinaia di metri quadrati, che sono stati opportunamente attrezzati per garantire dei magazzini adeguati, con cella frigorifera, scaffalature, postazioni pc, banchi di confezionamento; è stata sperimentata in questi mesi la logistica, per garantire la tempestività e il tracciamento delle spedizioni; è stato potenziato l’organico del personale con l’inserimento di nuove giovani risorse umane”.
Nei mesi scorsi, durante la prima e più dura fase della pandemia, il Caseificio Montecristo aveva già reagito prontamente alla crisi sviluppando il delivery, con un aumento esponenziale delle vendite e delle consegne a domicilio. Una “simulazione” che ha rafforzato la convinzione di aprirsi seriamente all’e-commerce, aggregando intorno al marchio Montecristo, una serie di altri prodotti agroalimentari locali di qualità, quasi a dar vita ad un marchio ombrello delle eccellenze di Todi e dell’Umbria in generale.
Un caso, quello del Caseificio Montecristo, che se da una parte conferma la necessità di ripensare il modello di retail a cui siamo stati abituati finora, dall’altro indica nell’e-commerce uno dei settori che saranno in grado di dare una spinta decisa alla ripresa dei consumi. Secondo la stessa ricerca citata in premessa, infatti, per il 68% del campione il volume di acquisti, pur in presenza di un cambiamento dei canali, rimarrà invariata, mentre per il 21% sarà destinata a diminuire e soltanto l’11% prevede che possa aumentare. Per il 59% degli italiani, inoltre, gli acquisti online rimarranno invariati rispetto a oggi, per il 32% aumenteranno, mentre soltanto il 9% del campione afferma che una volta lasciatasi alle spalle la pandemia vorrà fare più acquisti andando personalmente nei negozi.










