Ho letto il recente intervento del gruppo di Fratelli D’Italia tuderte sulla violenza di genere e, quale esponente politico locale ed ex Sindaco del Comune di Collazzone espressione di Forza Italia, voglio plauderne sentitamente contenuto ed intento, volendo esprimere dunque piena adesione ai richiami morali sottesi all’iniziativa.
Fratelli d’Italia, anche nella propria massima rappresentanza politica nazionale, ha sempre dato prova di premiare il merito e di nutrire reale sensibilità sul tema della parità di genere, e non mi stupisce che si faccia carico anche a livello locale, in termini tanto sentiti, anche della tutela femminile dinanzi a veri e propri abusi “del più forte” (con valenza evidentemente fisica e non intellettiva!).
Dobbiamo tutti interrogarci su quale sia il contributo che ognuno di noi possa offrire affinché nessun uomo si senta titolato ad “alzare le mani” sulla propria compagna, fidanzata, moglie, soprattutto nella misura in cui appaia frequente una forma di soggiogazione psicologica -e purtroppo anche culturale- del più debole nel tollerare fatti semplicemente inammissibili, retaggio forse di un mondo arcaico.
Ai partiti politici, che poi determinano le rappresentanze istituzionali, in questo percorso idealmente da loro stessi tracciato del “c’è molto da fare”, chiediamo non solo la partecipazione ad interventi legislativi mirati ma ancor prima il massimo scrupolo nel negare ingresso all’interno delle proprie liste di candidati (o peggio ancora rappresentanza istituzionale) a qualsiasi livello a persone non in linea con detti valori, che mai come oggi devono essere visti come fondanti ogni società che si dica civile.
Difformemente, in difetto di massimo scrupolo, ci troveremmo dinanzi ad una (non creduta) mera auto-compiaciuta ipocrisia, eventualmente colpevole al pari della violenza che tanto giustamente si stigmatizza, poiché complice della stessa.
Sul questo tema la società civile, soprattutto quella dei nostri piccoli ed intimi borghi, ad ogni suo livello, è chiamata -potendolo agevolmente fare- a vigilare.










