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C’era una volta la Tassa sui Rifiuti (TARSU) poi diventata nel tempo TARI (Tassa Rifiuti).

Un giorno un principe azzurro annunciò che sarebbe stata introdotta la Tariffa Puntuale (TARIP) e che avremmo avuto enormi benefici ambientali e risparmi economici perché avremmo pagato in base al rifiuto secco prodotto (non organico, principe!). Non esattamente, ma su quello esposto per lo svuotamento. Perché la distinzione?

Perché come ci è stato annunciato dai banditori era (ed è correttamente) importante esporre i contenitori del secco residuo più pieni possibile cosi da ridurre i ritiri per lo svuotamento. Sembra chiaro come non sia proprio corretto parlare di quantità prodotta ma di ritiri.

Il cittadino, fiducioso e speranzoso, ha atteso con ansia il cosiddetto conguaglio 2020.

Purtroppo ha dovuto constatare, suo malgrado, di non era propriamente come annunciato…

Perché? Come mai? Io sono stato bravo….ma nessuna gratificazione.

Cerchiamo di capire come mai un conto sono le favole altro la realtà.

Sia chiaro. Io sono totalmente favorevole all’introduzione della Tariffa Puntuale ma vera!

Vediamo sulla base di una bolletta concreta. Nucleo 1 persona abitazione mq 54.

Su 100 euro abbiamo che il 55% è quota fissa su mq. Il 33% quota variabile 1 su nucleo abitativo. Fermiamoci un attimo.

Per il 55% non si può modificare con i nostri comportamenti. Il 33% è definito variabile, ma la sola variabile è il numero dei componenti familiari, quindi non legato ai nostri comportamenti, per cui in pratica è una quota fissa mascherata.

Per comportamenti intendo la produzione ed esposizione del rifiuto secco.

Siamo cosi al 88% della nostra bolletta. Andiamo avanti.

Il 4,5% incide il tributo provinciale.

l’8,5% è la quota variabile reale ovvero quella legata ai nostri comportamenti.

Ciò significa che se noi esponessimo il mastello da 40 lt 2 volte al mese pari a 26 settimane

potremmo risparmiare l’esorbitante cifra di € 4,25 l’anno ogni 100 euro di bolletta. Fate voi il resto delle simulazioni.

Poi ci sarebbe la partita dei contenitori dove abbiamo che il caso preso ad esempio (54 mq 1 persona) avendo il carrellato da 240lt paga per 2880 lt/anno mentre chi ha 101mq/2 persone paga per 2.080/anno. Ma questa è altra storia.

In quello che dovremmo pagare ora entro il 28 febbraio 2021 e non entro il 31 marzo 2021 come narrato nella favola al capitolo deliberazione comunale n. 57 del 30 settembre 2020, non ho tenuto conto della riduzione Covid che è del tutto straordinaria.

Inoltre gli svuotamenti devono poter essere verificati tramite un’app altrimenti come si fa a contestare?

 

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