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Secondo la sigla sindacale, nella Media Valle del Tevere, alle difficoltà del Covid, si uniscono le pensioni che risultano essere mediamente più basse della media nazionale
anziani

Giuseppe Giansanti, Segretario Lega SPI CGIL Media Valle del Tevere e Mario Bravi, Segretario provinciale SPI CGIL Perugia, fotografano una situazione dei pensionati umbri ed in particolare di quelli della Media Valle del Tevere, piuttosto difficile e non solo per le problematiche legate al Covid-19.

“In questo territorio, infatti, si legge in una nota dei sindacalisti, è sempre più pesante e difficile la condizione dei pensionati e degli anziani in generale. Per il COVID e non solo. Ad oggi risultano positive 87 persone a Todi, 232 a Marsciano, 76 a Deruta, 9 a Massa Martana, 18 a Fratta Todina, 16 a Monte castello di Vibio e 31 a Collazzone. Finora si sono avuti purtroppo 59 decessi, in gran parte anziani. Questo è il dato ad oggi, probabilmente molto parziale.

Inoltre da tempo abbiamo denunciato, dopo la trasformazione dell’Ospedale di Pantalla, la totale assenza di interventi e di presenza sanitaria, con la conseguenza dello svilupparsi di altre patologie che non vengono minimamente accertate, curate e contrastate.

Chiediamo una totale inversione di tendenza e che si superi ogni ritardo nella campagna di vaccinazione che viene effettuata senza la minima trasparenza sull’utilizzo delle dosi fin qui somministrate. Il solo fatto certo che la percentuale dei vaccini effettuati è del 64,9 di quelli ricevuti, una cifra che risulta fra le più basse del territorio nazionale e che dei 7.257 over 80 prenotati, ne risultano vaccinati 5.293; sarebbe necessario, crediamo, una indicazione precisa sull’utilizzo delle 58.405 dosi vaccinali ricevute di cui risultano, ad oggi, somministrate 37.909

Non è possibile né accettabile, inoltre, che in un territorio vasto come il nostro, sia previsto un solo punto di vaccinazione. Si può e si deve fare di più, nel più breve tempo possibile! Non sono ammissibili ulteriori ritardi.

Ricordiamo inoltre, che l’emergenza COVID si somma ad una condizione economica precaria dei pensionati nel nostro territorio. A Todi, ad esempio, dove gli ultra 65enni costituiscono il 28,7% della popolazione, gli importi medi delle pensioni di vecchiaia sono fermi a 947 euro mensili, contro una media regionale di 1.036 euro e una nazionale di 1.133 euro.

Cioè a Todi i tanti pensionati percepiscono il 15% in meno delle già basse pensioni presenti a livello nazionale. Lo stesso problema, in dimensioni diverse, è presente a Marsciano e a Deruta.
A Marsciano le pensioni medie sono pari a 992 euro mensili e a Deruta  corrispondono a 964 euro.
Se poi affrontiamo il tema delle pensioni di reversibilità abbiamo cifre ancora più basse (Todi 542, Marsciano 549, Deruta 553).

Crediamo che in fase delicata come questa, gli anziani del nostro territorio vadano tutelati sia sul versante fondamentale della loro salute, che della loro condizione economica. Come SPI CGIL della Media Valle del Tevere, metteremo in atto tutte le necessarie iniziative di mobilitazione in questa direzione”.

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