La Usl Umbria 1 dell’alto Tevere, avrebbe inviato una comunicazione all’Ordine degli avvocati di Perugia, con la quale si informava della disponibilità di 110 dosi di vaccino. Situazione analoga si sarebbe verificata al centro vaccinazione di Terni.
La direzione aziendale dell’Usl Umbria 1 ha inviato una nota con la quale precisa quanto segue: “In relazione alle notizie stampa che stanno girando in queste ore sulla questione della vaccinazione di un gruppo di avvocati presso il punto vaccinale territoriale di Trestina di Città di Castello, si sottolinea che tutti i referenti dei servizi essenziali, non solo avvocati, ma anche operatori della scuola, assistenti sociali, forze dell’ordine ed onoranze funebri, sono stati allertati della presenza di alcuni posti liberi nella giornata di domenica 21 marzo e solo alcuni hanno risposto tempestivamente. Stando ai dati raccolti, infatti, nello specifico risultavano solo 5 prenotazioni per il punto vaccinale di Trestina (su 118 disponibili), 10 per quello di Bastia Umbra e 28 per quello di Ponte D’Oddi di Perugia”.
Solo pochi giorni fa l’Ordine degli Avvocati di Perugia aveva lamentato la disparità di trattamento rispetto al fatto che gli avvocati non erano stati inclusi nelle liste preferenziali al pari dei magistrati.
Tante altre categorie di lavoratori e cittadini fragili, più esposti al rischio di contagio, sicuramente non capiscono il motivo per il quale non sei creino delle liste chiare ed accessibili a tutti per sopperire alle rinunce delle vaccinazioni prenotate.
L’Onorevole Maurizio Ronconi, chiede chiarezza: “La Regione dell’Umbria, il Commissario per il Covid, i responsabili politici, dicano con quale logica e secondo quali principi vengono definite le liste di chi viene vaccinato in sostituzione di quelli che rinunciano. Giungono notizie di vaccinazioni degli avvocati iscritti all’Ordine di Perugia e a quello di Terni”.
“Perché quest’ordine professionale – prosegue Ronconi – non particolarmente esposto quando ancora attendono d’essere vaccinati migliaia di soggetti deboli, altri particolarmente esposti come gli addetti alle pulizie negli ospedali, tanti ultraottantenni e tutti gli ultra settantenni, quando i medici di medicina generale denunciano una drammatica scarsità di vaccini per gli anziani non deambulanti.
C’è bisogno di un chiarimento immediato e definitivo per allontanare, se ci si riuscirà, sospetti di favoritismi, clientelismi ancora più odiosi perché su una materia così sensibile come la salute dei cittadini”.









