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Più di un anno fa come gruppi di opposizione chiedemmo di iscrivere all’ordine del giorno del Consiglio comunale il riconoscimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre. All’epoca chiedemmo anche il rinvio della seduta a quando fosse stata possibile la presenza del pubblico. Purtroppo questa possibilità, a distanza di un anno, è ancora non prevedibile, a causa della pandemia e non lo sarà ancora per molto tempo. Per questo abbiamo chiesto la riconvocazione del Consiglio Comunale rinviato. Ma, arrivati a questo punto, il Sindaco e la sua maggioranza hanno sentito la necessità impellente di dare a Todi un regolamento che preveda che per riconoscere la cittadinanza onoraria a una persona non iscritta all’anagrafe della città sia necessario essere “ritenuto legato alla città per il suo impegno e per le sue opere”.

Abbiamo contestato nel merito la proposta già in conferenza dei Capigruppo, perché il principio posto in essere impedirebbe il riconoscimento della cittadinanza onoraria a chi pur avendo meriti altissimi non fosse “legato” alla nostra città. Riconoscere questa onorificenza a qualcuno significa infatti scegliere di legare il nome di Todi ai meriti di una persona che abbia eccelso nell’ambito sociale, culturale o delle professioni, non il contrario. È stato così per il riconoscimento della cittadinanza di Todi a Chiara Lubich, per il suo impegno nel sociale secondo principi e valori condivisi dalla nostra comunità, lo è stato anche per Beverly Pepper, artista di fama internazionale, la cui opera ha un valore che non ha confini territoriali e che ha permesso a Todi di aprire i suoi confini al mondo. Abbiamo fatto presente che una tale previsione impedirebbe di riconoscere la cittadinanza tuderte a chi scoprisse la cura contro il cancro, se quella persona non avesse un qualche “legame” con la città. Una cosa obiettivamente contraddittoria con il principio del riconoscimento della cittadinanza onoraria. Inoltre abbiamo segnalato che una tale proposta nel regolamento poteva far nascere il sospetto che fosse la volontà di predisporre gli atti per non dover riconoscere la cittadinanza proprio a Liliana Segre. Abbiamo pensato male? In una excusatio non petita il Sindaco, nell’illustrare il punto all’ordine del giorno, essendo a conoscenza della discussione nella capigruppo, si è giustificato spiegando che l’approvazione dell’atto non avrebbe avuto conseguenze nella discussione del prossimo consiglio, perché per allora il regolamento non sarà ancora entrato in vigore. Ma come mai, abbiamo chiesto, se così è, non si è posticipata l’approvazione di questo regolamento ad un momento successivo alla decisione sul riconoscimento della cittadinanza alla Senatrice Liliana Segre? Ma alla nostra richiesta di rinviare l’approvazione al prossimo consiglio o, in subordine, di emendare la proposta togliendo la frase sul legame con la città, è stato tutto un levare di scudi! Come chi, colto in fallo, lancia la palla in tribuna sollevando un gran polverone per confondere le acque, così da parte del Sindaco e di alcuni esponenti della maggioranza (i soliti) è stato tutto un fiorire di accuse ai membri dell’opposizione rei di voler strumentalizzare la figura di Liliana Segre (donna degna di grande rispetto perché ha amato tutta la vita un uomo che per combattere i comunisti ha aderito al MSI!) e il riconoscimento della cittadinanza come quando la si riconosceva a Mussolini o a Tito. Non stiamo scherzando, hanno proprio detto così! Davvero! Noi abbiamo ribadito che la discussione nel merito sul senso della proposta di riconoscere la cittadinanza a Liliana Segre la faremo nel consiglio convocato ad hoc, per il momento aspettiamo di vedere cosa farà la maggioranza allora, se, come pronosticato dal Sindaco, approverà la nostra proposta o meno! Ad oggi, purtroppo, dobbiamo prendere atto che il loro voto favorevole ad un regolamento che limita così fortemente la possibilità di riconoscere la più alta onorificenza che la città possa riconoscere è un altro danno per Todi ad opera dell’amministrazione guidata da Ruggiano!

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