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“Ci rivolgiamo all’Unesco perché aiuti lo Yemen a salvarsi dalla sua distruzione, cominciata con la distruzione delle mura di Sanaa. Ci rivolgiamo all’Unesco perché intervenga finché è in tempo a convincere la sua classe dirigente che la sola ricchezza dello Yemen è la sua bellezza; che conservare tale bellezza significa oltretutto possedere una risorsa economica che non costa nulla, e che lo Yemen è in tempo a non commettere gli errori commessi dagli altri paesi”.
Così scriveva Pasolini nel 1971 dopo aver girato le scene del film  “Il fiore delle mille e una notte”, un appello all’Unesco per salvare Sanaa capitale dello Yemen. Nel 1984 L’Unesco lancio’ una campagna internazionale per la conservazione e il restauro di Sanaa.
Todi è come Sanaa? Sì purtroppo. Nel 2009 scrissi le stesse  cose,  sia chiaro non stiamo abbattendo le mura della nostra città ma stiamo rovinando irrimediabilmente  il nostro prezioso patrimonio artistico.
Parlai della realizzazione del centro commerciale e uffici realizzato al posto dell’ex oleificio a Portafratta, realizzato senza alcun rispetto,  difronte alle antiche  mura medioevali. Due cubi di cemento uniti fra loro, più alti delle mura stesse, avulsi dal contesto storico urbanistico è che coprono buona parte della visuale di belle campagne e valli che ci circondano.
Un turista viene a Todi per  vedere le mura e le nostre bellezze artistiche uniche,  non per i parcheggi o per i centri commerciali… edificabili benissimo ma fuori dall’area di rispetto della città.

Chiesa della Consolazione,  gioiello del Rinascimento: assediata da anni sul lato ovest  dalla realizzazione del parcheggio. Dove prima c’era un  campo secolare d’olivi  e un prato verde  oggi ci sono camper,  automobili,  water chimici, cestini per rifiuti, panchine e cipressini da Autogrill… che penoso spettacolo.
Abbiamo solo il ricordo nelle belle foto e cartoline della  Consolazione con gli olivi dei nostri bravi fotografi Ursini e Lupattelli.
Marco Grondona nella sua “Guida di Todi storica e artistica” ci riporta una riflessione di Federico Zeri: “Quel prato mi è sempre parso una sorta di equivalente cinquecentesco di quello che sta avanti alla basilica di San Francesco ad Assisi, al prato davanti al duomo di Pisa: una piccola piazza dei Miracoli. È una specie di “temenos” di recinto sacro e il sito, le dimensioni la pianta, mi hanno fatto sempre pensare a un luogo deputato della religione cristiana”.
Nei nuovi progetti dell’Amministrazione c’è anche la risistemazione del parcheggio della Consolazione e quindi anche un ampliamento!
Oggi a Todi  abbiamo tre grandi aree di parcheggio quasi sempre vuote ad eccezione dei giorni di festa. Abbiamo una navetta che,  se funzionasse, porterebe i turisti ed i tuderti comodamente ai giardini Oberdan, praticamente in centro città. Potremmo utilizzare lo stesso tracciato per un nuovo impianto potenziato con due navette come esiste  nella funicolare di Orvieto. Si parla di scale mobili, di utilizzare le ex terrazza Lupattelli, tutte soluzioni senza impatto paesaggistico.

Invece c’è ancora un nuovo, inutile progetto per un secondo ascensore in via Termoli sulle mura romane, una delle visuali più belle e suggestive della città.
Una torre di ferro che va a congiungersi alle mura romane, un ascensore lontano dal parcheggio di Porta Orvietana e che non arriva in via Ciuffelli pertanto rendendolo non idoneo non solo ai portatori di handicap ma a tutte le persone anziane o con difficoltà motorie. Via Termoli una bellissima via,  stretta,  con un tornante per salire ai giardini e impegnativa anche alle persone normali.
Questo progetto che non piace a gran parte della città e di cui non si comprende la ratio, ha un impatto estetico brutto e non indifferente  sul paesaggio. Una ferita indelebile, se realizzato, arrecata alla storia e l’architettura della città.
Abbiamo un bel dipinto del pittore e patriota tuderte Eleuterio Branzani 1833-1916,  che ritrae la veduta nella sua maestosita’ delle mura romane e di via Termoli, preserviamole, così come sono!
Credo che il nostro dovere e non solo per il turismo, sia quello di valorizzare,  preservare intatto e trasmettere alle generazioni future il  nostro patrimonio storico ed artistico è la cosa più bella che possediamo.
Un caldo  invito quindi al Sindaco, all’Amministrazione, alle Associazioni, a tutti i cittadini a riflettere a ripensare  su tali importanti  progetti e ad aprire un dialogo con la città.

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