Condividi su facebook
Condividi su twitter

Dopo mesi di assordante silenzio e decine di sollecitazioni da parte di comitati, forze di opposizione e semplici cittadini, il sindaco Ruggiano ha battuto un colpo sull’Ospedale di Pantalla. Peccato che, analizzando le sue estemporanee dichiarazioni, siamo sempre all'”eterno ritorno dell’uguale”.

Il copione è sempre lo stesso: tranquillizzare la cittadinanza dicendo che va tutto bene e che, addirittura, il nostro nosocomio verrà potenziato. Poi un bel plauso all’operato della Regione e battutine di scherno per chi, in questi mesi, ha combattuto ed avversato la smobilitazione dell’Ospedale di Pantalla.

Perché la verità, caro sindaco, è che, nonostante le vostre rassicurazioni (in particolare le sue e quelle della consigliera Peppucci), Todi e la Media Valle del Tevere è da oltre un anno che non possono più contare sul proprio ospedale. Siamo addirittura gli unici in Umbria col presidio di Pronto Soccorso non attivo.

Prima, infatti, di parlare di un possibile “potenziamento” dovrebbe spiegare con quali risorse, anche umane, si procederà al ripristino dello status quo ante pandemia, cioè alla riapertura (integrale e non a pezzi e bocconi!) del Pronto Soccorso, del Punto Nascita e della Chirurgia. I cittadini non le chiedono molto, ma solo di riavere l’ospedale com’era prima dell’insorgere dell’emergenza Covid. Se poi lei pensa di poter spacciare per potenziamento un presidio ospedaliero dedicato essenzialmente alla Medicina e alla Geriatria, ma senza più Punto Nascita e Chirurgia h24 (quindi Pantalla non più ospedale di comunità attivo ventiquattro ore su ventiquattro) si sbaglia di grosso.

Lei poi asserisce che le polemiche, come le urla, non vi hanno mai affascinato e che preferite “la serietà, la moderazione e la compostezza”. Si ricorda, per caso, come ha fatto opposizione durante la precedente amministrazione? Dava la colpa alla sinistra pure se qualche gatto randagio urinava in uno sperduto fosso di campagna! Sulla moderazione, poi, che dire? Il suo atteggiamento su “Todi Città del Libro” e sul ddl Zan (esibire un cartello pieno di falsità in un luogo istituzionale che dovrebbe essere la casa di tutti) sta lì a certificare tutto tranne che la sua moderazione.

La cosa più comica, però, è quando se la prende con chi “pensa di vivere la sua vita sui social”, sottolineando, poi, che lei e la sua maggioranza non siete interessati a mettervi in evidenza. La prendiamo come un’autodenuncia e un’autocritica. Ci pare, infatti, che ultimamente l’unico suo rapporto coi cittadini sia quello tenuto tramite smielati post (pieni di punti di sospensione e di un uso della punteggiatura, come dire, opinabile) e melense dirette fb con tanto di benedizioni. Vogliamo parlare, infine, dell’uso dei social da parte dei suoi assessori? Post autocelebrativi anche per due metri di asfalto, tonnellate di selfie coi sorrisi stampati ovunque da far concorrenza a Chiara Ferragni e luoghi come il Coc e il centro vaccinazioni trasformati in set per novelli influencer.

La serietà nell’amministrare le imporrebbe di spiegare con quali mezzi e con quali risorse si procederà alla riapertura dell’Ospedale di Pantalla. Di battutine e di hashtag come #lavitaèbella per troncare ogni dibattito, francamente, siamo stufi.

condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter