Finito il “coprifuoco”, il quadro politico di Todi è alla prese con la ripartenza, che coinciderà nei prossimi mesi con l’avvio della pre campagna elettorale in vista del voto per l’elezione del Sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale. Già, sono già passati 4 anni: nel 2022 la città torna alle urne. Poche al momento le novità, se non i movimenti che si ripresentano ciclicamente all’approssimarsi delle consultazioni e le ambizioni di essere della partita dei “soliti noti”, ovvero di coloro che nell’agorà politico cittadino navigano da tempo.
Poche al momento le novità, dunque? Non la pensa così Andrea Vannini, consigliere comunale del PD e già segretario cittadino del partito.
“Nonostante la pandemia e l’impossibilità di incontrarci – esordisce – nel PD di Todi è successa una cosa straordinaria: al congresso sono state presentate due candidature e, dopo un confronto vero, questi due giovani hanno scelto di collaborare su un programma politico condiviso e di ricoprire l’incarico di Segretario e Vice-Segretario. Sfido a trovare un altro partito a Todi che abbia fatto lo stesso, che abbia energie fresche che si spendono in maniera così chiara e forte. Colgo perciò l’occasione per ringraziare Umberto Magni e Daniele Polverini e la comunità, viva e attiva, del Pd tuderte”.
D’altra parte, invece, cosa vede? “Vedo un Sindaco in confusione e in enorme difficoltà, tirato politicamente per la giacca dalla sua maggioranza: basta vedere che un giorno si fa fotografare con un cartello contro il Ddl Zan (che nulla c’entra con Todi ma fa contenti un pezzo di maggioranza), un altro non dice nulla sulla manifestazione dei negazionisti in piazza (perché un altro pezzo della maggioranza a quelli strizza l’occhio), per arrivare poi pubblicamente, in Consiglio Comunale, ad attaccare, come mai si era visto, il “suo” Presidente del Consiglio. Non compare neanche per sbaglio in dichiarazioni, documenti e quant’altro di importante, senza alcuna visione futura della città, nessuna condivisione con i cittadini (che lo chiedono da sempre a gran voce) e in grande difficoltà nella propria maggioranza, il che in un periodo come questo danneggia ancora di più Todi”.
Come è stata affrontata la crisi pandemica? “A parte la gestione dell’emergenza, dove abbiamo avuto una Protezione Civile e una Croce Rossa all’altezza senza dubbio della situazione (e colgo l’occasione per ringraziarne il personale, uno ad uno, ricordando che, grazie a Dio, non hanno colore politico e la politica non ci deve “appiccare il cappello”), ho visto enorme ritardo su tutto e grandi difficoltà e sfasature amministrative su questioni piuttosto importanti per la città”.
Non è ingeneroso? A cosa si riferisce? “Penso all’Ospedale di Pantalla per nulla difeso come doveva essere, essendo quella regionale una scelta ingiusta; penso alle opere pubbliche e alla lentezza nella realizzazione di quelle ereditate, all’ascensore che è un’opera non voluta da cittadini e commercianti; penso al non aver costituito alcuna commissione in grado di prevedere il danno del Covid per la città, per studiare e approntare un piano di rilancio vero”.
La contro-proposta quale è? Il suo è un nome che è in campo o no? “Io sarò a disposizione, se lo si ritiene necessario, a dare ovviamente una mano per la ripartenza. In una condizione, lo ripeto, che è drammatica. Credo però che esistano ottime possibilità per riprendere in mano la città. La “ricetta” è quella di iniziare con la definizione di uno sforzo progettuale, insomma di un programma organico di rilancio, che inizi dalla consultazione delle forze di opposizione allargata a tutti quelli, partiti e movimenti di centrosinistra e civici che vogliano dare un contributo fattivo. Personalmente credo che lo strumento più intelligente da utilizzare siano le Primarie perché, oltre che essere uno strumento tradizionalmente importante, servirebbero indubbiamente a creare un grande momento di partecipazione popolare di cui abbiamo bisogno”.









