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È stata confermata ed aumentata l’entità del fondo per la misura a sostegno dell’editoria e alle aziende che investiranno in pubblicità sui giornali
Bonus

Il bonus pubblicità per il 2021 è stato confermato ed è stato incrementato il fondo a disposizione a 90 milioni, quindi con ulteriore possibilità per le aziende di usufruire dei vantaggi fiscali sugli investimenti pubblicitari.

Come riportato dall’Unione Stampa Periodica Italiana, limitatamente agli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari è concesso, ai medesimi soggetti già contemplati (imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali), nella  misura  unica del 50 per cento del valore degli investimenti effettuati.

In  ogni caso nei limiti dei regolamenti  dell’Unione  europea  riguardanti il “de minimis”,  entro  il  limite  massimo  di  90  milioni  di  euro  che costituisce tetto di spesa per ciascuno degli anni 2021 e 2022.
Il beneficio è concesso nel limite  di  65  milioni  di  euro  per  gli investimenti  pubblicitari  effettuati  sui  giornali  quotidiani   e periodici, anche online (prima era 50 milioni).
Nel limite di 25 milioni di euro, invece,  per  gli investimenti pubblicitari effettuati  sulle  emittenti  televisive  e radiofoniche  locali  e  nazionali,  analogiche   o   digitali,   non partecipate  dallo  Stato.

Alla   copertura   del   relativo   onere finanziario  si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione  delle risorse   del   Fondo   per    il    pluralismo    e    l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198.
La predetta riduzione del Fondo è da imputare per 65 milioni di euro alla  quota  spettante  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei ministri e per 25 milioni di euro alla quota spettante  al  Ministero dello sviluppo economico.

Riapertura dei termini per la “prenotazione” del bonus (tra il 1° e il 30 settembre)
La novità importante introdotta dal decreto Sostegni-bis riguarda la riapertura dei termini per la comunicazione telematica di prenotazione del credito, scaduta il 31 marzo scorso.

“Per l’anno 2021, la comunicazione telematica di cui all’articolo 5, comma 1, del predetto decreto è presentata nel periodo compreso tra il  1° ed il 30 settembre del medesimo  anno.
Le comunicazioni telematiche  trasmesse  nel periodo compreso tra il 1° ed  il  31  marzo  2021  restano  comunque valide”.

Pertanto, anche gli investitori pubblicitari che non si sono iscritti nell’elenco dei percettori il credito di imposta entro la scadenza del 31 marzo scorso, possono usufruire dell’agevolazione mandando la comunicazione nel mese di settembre 2021.
Ricordiamo che l’invio della comunicazione è conditio sine qua non per accedere al contributo.

Per le finalità di cui sopra, il  Fondo  per  il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui  all’articolo  1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198, è incrementato di 90 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.”
Agli oneri derivanti dal comma 10, pari a 40  milioni  di  euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, si provvede Quanto a 15  milioni di euro ai sensi dell’articolo 77. Quanto a 25 milioni di  euro  con le risorse rinvenienti dal comma 11.
A tal fine,  la  Presidenza  del Consiglio  dei  Ministri  provvede  al  versamento  all’entrata   del bilancio  dello  Stato  dell’importo,  già  trasferito  al   proprio bilancio, pari a 12,5 milioni di  euro  per  l’anno  2021  che  resta acquisito all’entrata del bilancio dello Stato.

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