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Si è tenuta ieri la celebrazione dei dieci anni dell’avvio dell’attività dell’Ospedale della Media Valle del Tevere. Presenti, questa volta, tutti gli otto sindaci del nostro comprensorio, al contrario di quando c’è da chiedere la riattivazione dei servizi (cosa per cui il sindaco Ruggiano non si spende, chissà come mai).
Nonostante la sua presenza fosse stata annunciata con le solite trombe di regime, mancava la presidente della Giunta regionale Tesei, che non ha mandato nessun assessore a sostituirla, ma la presidente della Terza commissione consiliare Pace.

Quasi del tutto assenti gli operatori sanitari, col personale infermieristico e oss che ha disertato questa surreale cerimonia funebre a causa della manca corresponsione, da un anno e mezzo, dell’indennità Covid. Una manifestazione convocata davanti ad un ospedale chiuso, di cui non si conosce con certezza il cronoprogramma delle riaperture di reparti e servizi, mentre le altre strutture stanno riprendendo le attività ordinarie (compreso Spoleto, altra struttura convertita ad uso Covid),

Il sindaco di Todi, in circa un quarto d’ora di intervento verboso e prolisso dedicato a ringraziamenti urbi et orbi, non ha detto una parola che una sul futuro del nostro ospedale. Nulla che possa far intravedere il ritorno alla normalità di una struttura sanitaria di base a servizio di circa sessantamila abitanti. Men che meno di un suo possibile potenziamento.

Alla dottoressa Teresa Tedesco, intervenuta in rappresentanza dell’Usl Umbria 1, è toccato il compito di un prudente intervento in cui ha annunciato quel che già si sapeva e che ci allarma: la graduale riapertura dei servizi al momento prevede solo la riattivazione del Pronto Soccorso (di cui non si conosce l’effettiva operatività), della chirurgia ambulatoriale e degli altri ambulatori chiusi. Nulla è stato detto su Punto Nascita, Chirurgia Generale, RSA. Niente su terapia intensiva o altro tipo di potenziamento.

Fin qui la cronaca di un appuntamento dedicato all’inutile retorica, ma, a nostro giudizio, anche un evento che conferma l’inettitudine della giunta guidata da Ruggiano. Giunta che, in un anno e mezzo, ha accettato supinamente ogni iniziativa della regione tesa a ridurre il ruolo e la funzione dell’ospedale della MVT a favore di altre strutture della rete ospedaliera umbra, privandolo di strumentazioni e personale sanitario, disattivando cinque sale operatorie di nuova generazione e chiudendo il punto nascita.

La vuota retorica di Ruggiano, accompagnata dalle parole degli imbarazzanti leghisti nostrani Ruspolini e Peppucci (in cerca di ruolo nella Lega umbra mediante protezioni lacustri), lascia soli i cittadini che rivendicano garanzie per il futuro dell’ospedale, oggi a tinte fosche. Sappiamo, infatti, che non è stato ancora individuato il personale per la riapertura h24 della chirurgia e che si sta lavorando per trovare chirurghi in convenzione con l’azienda ospedaliera. Il che significa perdita di autonomia dell’unità operativa e piccoli interventi programmati, niente urgenze e niente apertura h24 su 7 giorni. Sappiamo che non ci sono anestesisti a sufficienza per garantire l’operatività né del Pronto Soccorso né, tanto meno, del Punto Nascita.

Nessuna delle questioni aperte sul futuro del nostro Ospedale è stata affrontata ieri, non ci resta che continuare la nostra battaglia di rivendicazione a tutela del futuro dei servizi sanitari della MVT e, per questo, saremo a fianco del comitato di cittadini (ieri neanche invitato all’iniziativa) e delle associazioni che stanno organizzando la manifestazione di domenica 6 giugno

Noi ci saremo. Ruggiano temiamo di no, essendo troppo preso dai proclami a vuoto e dai post pieni di punti di sospensione. Caro sindaco, il personale sanitario non ha bisogno della sua roboante retorica, ma della gratificazione economica che la Giunta regionale, da lei tanto spalleggiata, non è in grado di garantire.

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