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In questi giorni assistiamo con perplessità al dipanarsi delle vicende politiche del nostro territorio, che ai nostri occhi (e crediamo anche a quelli della cittadinanza) delineano purtroppo malcelati smarrimento di ruolo, autoreferenzialità e confusione di intenti.

Si cerca di contrastare la perdita già intervenuta da mesi della filiale bancaria di Collepepe con una raccolta firme evidentemente tardiva e partecipata in chiave subordinata da una Amministrazione che ne doveva essere con ben altro tempismo diretta promotrice (per ruolo di doverosa rappresentanza di tutta la cittadinanza).
La stessa si è trovata evidentemente colta in fallo, sebbene da febbraio ne avessimo sollecitato, per le vie brevi, attivazione.

Cinque Amministrazioni della MVT hanno firmato una lettera chiedendo garanzie per il futuro dell’Ospedale comprensoriale e quella di Collazzone se ne è incomprensibilmente astenuta, evidentemente non percependo in tutta la propria gravità che la comunità locale sia stata privata e apparentemente sarà privata del proprio ospedale già da lunghissimo tempo e non ravvedendo il danno che ciò ha creato e creerà anche in termini di mantenimento prospettico di una seria struttura sanitaria territoriale.

Si ricorre alla nomina di un assessore esterno imponendo scelte accettabili nel merito ma non nel metodo, che avrebbe dovuto contemplare a monte la delineazione di criteri di valutazione oggettivi (mancando il preventivo vaglio elettorale) ed un passaggio di confronto con la cittadinanza del capoluogo (che aveva votato Silvia Migani assessore) e con le forze politiche che in sede elettorale avevano sostenuto l’attuale maggioranza.

Si avallano nomine a ruoli di responsabilità in consorzi partecipati e sostenuti finanziariamente ed infrastrutturalmente dalla cittadinanza in dispregio di precedenti impegni presi –minando ulteriormente l’attendibilità di parola degli attuali vertici istituzionali (già provata dal mancato rispetto dei patti “anche temporali“ presi con le frazioni di Gaglietole e Casalalta) – e consentendo disinvoltamente in assemblea il ripudio verbale dell’azione di risanamento posta in essere in un decennio, da persone che avrebbero meritato ben altro ossequio per trasparenza e disinteresse mostrato (che valuteremo se in futuro uguagliato).

Dinanzi a tale stato di cose e constatando come la maggioranza attuale non sia ancora riuscita a promuovere alcuna delle più qualificanti iniziative programmatiche alla base del proprio mandato elettorale ci si chiede se non sia venuto il momento di una seria autocritica, nell’evidente necessità del ripristino di un metodo concertato di azione con le forze politiche – quanto meno un tempo – di riferimento, che innanzitutto porti al vaglio:
•di quanto fatto e quanto in procinto di concretizzare, con illustrazione alla cittadinanza;
•della effettiva capacità di implementazione d’azione mostrata dai singoli membri di Giunta, con eventuale riallocazione delle deleghe;
•della capacità prospettica dell’attuale esecutivo comunale di cogliere quelle opportunità che ci si attende non siano perse in fase post-pandemica, pena ledere irreparabilmente il nostro territorio per il futuro.

Ciò giungendo eventualmente a ricercare specifiche convergenze programmatiche con le opposizioni, che già una fase emergenziale avrebbe dovuto far contemplare al fine del primario interesse comune e soprattutto di coloro che in questo contesto sono in difficoltà.

Ci sono meno di tre anni in cui auspichiamo la concretizzazione di comportamenti e fatti non più eludibili, che consentano un quanto meno parziale recupero di fiducia in un’Amministrazione, purtroppo attualmente evanescente o peggio in potenziale stato di smarrimento, e che restando così le cose non ci sentiamo più di supportare, tanto meno acriticamente.

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