La dirigente della Direzione Didattica, Silvana Raggetti, traccia un bilancio dei suoi otto anni alla guida degli undici plessi tuderti, ai quali afferiscono circa 900 bambini dai 3 agli 11 anni
raggetti direzione didattica

La Direzione Didattica di Todi ha circa 900 alunni e soddisfa il fabbisogno formativo degli alunni dai 3 agli 11 anni del comune di Todi. Si articola in 5 plessi di scuola primaria (Pantalla, Ponterio, Porta Fratta, San Fortunato e Collevalenza) e di 6 plessi di scuola dell’infanzia (Pantalla, Pian di Porto, Pian di San Martino, Broglino, ex via Cesia e Collevalenza). Tra personale docente e non docente, vi afferisce un organico di quasi 130 persone.
Dall’anno scolastico da poc concluso, sia per ragioni legate alla necessità di sanificare legata all’emergenza COVID che per rispondere alle esigenze dei genitori, la Direzione ha adottato nei plessi di scuola primaria, ad eccezione dei plessi a tempo pieno, un’articolazione oraria su 5 giorni giorni settimanali, dal lunedì al venerdi (27 ore settimanali). Nel plesso di Pantalla è attivo ormai da anni il tempo pieno (40 ore settimanali), tempo scuola che, dopo una certa esitazione iniziale da parte delle famiglie, sta affermandosi anche a San Fortunato. Anche per il prossimo scolastico si formeranno due classi prime. In tutte le scuole dell’infanzia è attivo un tempo scuola di 40 ore settimanali

A guidare la Direzione Didattica di Todi è Silvana Raggetti, ormai al suo ottavo anno di dirigenza, ruolo nel quale ha debuttato proprio qui. “Il mio primo anno scolastico da dirigente scolastica nel 2013-2014 – confida – è stato un assoluto salto nel buio. L’ho trascorso a conoscere e ad osservare. Credo che questa fase di apparente immobilismo sia stata per me molto importante. Questa intervista è molto stimolante perché mi porta a ripercorrere quanto da me fatto finora per questa scuola, ovviamente in sinergia e condivisione con il personale scolastico. In un certo senso, ad autovalutarmi. Una pratica che è di fondamentale importanza affinché gli alunni, ma anche docenti e dirigenti, apprendano in modo sempre più significativo e consapevole”.

Iniziamo allora a fare questo bilancio. Quali sono le iniziative che ha ritenuto fondamentale promuovere per migliorare i percorsi formativi degli alunni?
“Provo a fare uno sforzo di sintesi schematizzando le risposte.  Al primo posto metterei il potenziamento delle competenze della L2: da ex docente di inglese alla scuola primaria ho introdotto le certificazioni del Tinity College per gli alunni delle classi quinte, interrotte purtroppo negli ultimi due anni scolastici a causa del Covid; al secondo posto lo sforzo per far diventare alunni e docenti  sempre più europei: abbiamo partecipato a 3 progetti Erasmus – due sono tuttora in corso – ed uno in condivisione con le altre scuole della rete “Natura e Cultura”; due di questi prevedono anche la mobilità degli studenti che speriamo di poter effettuare durante il prossimo anno scolastico. Durante la realizzazione del primo progetto Erasmus mi ricordo di aver faticato un po’ a trovare insegnanti disposte a partire. La prima mobilità l’ho fatta io. Ora non c’è più posto per me nelle mobilità. Tutte hanno apprezzato moltissimo la possibilità di confronto e di scambio con docenti di altri paesi che questi progetti offrono. Siamo inoltre scuola Etwinning ormai da alcuni anni grazie al grande impegno di alcune docenti”.

Altre risultati che ritiene di poter ascrivere alla sua azione?
“Mi viene in mente l’attenzione continua e costante all’aspetto relazionale ed emozionale. In questi anni le docenti hanno partecipato a numerosi corsi di formazione che avevano come finalità quella di migliorare il clima relazionale all’interno della classe e anche il clima relazionale tra le stesse docenti. L’ultimo di questi corsi è stato un corso di formazione sulla Mindfulness, pratica rilassante basata sul respiro che le docenti hanno poi sperimentato con i bambini, sia dell’infanzia che della primaria. Altra sensibilità sviluppata è quella legata ai temi della sostenibilià e dell’Agenda 2030: la nostra Direzione fa parte di una rete di 19 scuole, della quale curo la parte organizzativa. Questo ci ha dato un impulso significativo nel concentrarsi in modo sistematico su quella che è una priorità educativa alla quale la scuola non si può sottrarre: educare gli studenti ad acquisire non solo conoscenze ma anche comportamenti più sostenibili, ad agire come cittadini di un mondo interconnesso e interdipendente. Da ultimo citerei la valorizzazione del personale docente e della condivisione: credo di aver contribuito a valorizzare le risorse professionali interne e a implementare la condivisione di buone pratiche didattiche, perchè in una scuola estesa nella quale sono presenti ben 11 plessi si potrebbe correre il rischio di una frammentazione dell’offerta formativa”.

Quali sono le iniziative messe in atto per “recuperare” i limiti sofferti nel periodo di lockdown?
Dopo un anno estremamente difficile all’inizio di quello appeno concluso, la nostra scuola ha dedicato i mesi di settembre e ottobre alla realizzazione di percorsi di accoglienza e di consolidamento di obiettivi e competenze che in DAD non siamo riusciti a far perseguire agli alunni. E’ emerso che alcuni bambini, soprattutto quelli che manifestavano delle difficoltà di apprendimento, hanno aumentato le loro lacune. Un aspetto che la DAD e il distanziamento hanno causato è stata la limitazione di quelle attività e metodologie didattiche basate sui lavori di gruppo e sulla vicinanza fisica. Per colmare questo bisogno di contatto con gli altri ma anche con il proprio vissuto di questo lungo e pesante periodo abbiamo progettato un Piano Scuola Estate con attività incentrate su attività creative e grafico-espressive e con un forte coinvolgimento della sfera emotivo-relazionale. I campus da poco conclusosi in ogni plesso di scuola primaria sono stati molto apprezzati dai bambini di tutti i plessi di scuola primaria. Per gli alunni delle classi quinte abbiamo invece organizzato una settimana di attività di recupero e consolidamento delle discipline di italiano e matematica condotte dalle docenti dei diversi plessi. In questo caso la nostra finalità era quella di aiutarli a colmare le loro lacune in vista del passaggio alla secondaria”.

Se la situazione sanitaria lo consentirà, quali saranno le innovazioni che spera di poter introdurre nel prossimo anno scolastico?
Ho condiviso, ancora in modo informale, con le docenti e con l’assessore Alessia Marta, la proposta di attivare presso i plessi di Pantalla, sia infanzia che primaria, il modello didattico del Senza Zaino a partire dall’anno scolastico 2022-2023. Sia le docenti che l’Amministrazione adeguato a promuovere autonomia, responsabilità, condivisione e didattica laboratoriale. Ovviamente il parere delle famiglie è di fondamentale importanza dal momento che uno dei punti di forza di questo modello è appunto il rapporto con le famiglie e con il territorio”.

Quale giudizio esprime sul sistema scolastico locale nel suo insieme, nei vari ordini e gradi di istruzione?
“Le scuole presenti nel territorio tuderte hanno sempre intrattenuto rapporti improntati alla collaborazione reciproca e al confronto. Questo è sicuramente un punto di forza del nostro contesto. Abbiamo spesso organizzato manifestazioni ed eventi che hanno visti coinvolti alunni di più scuole. Le scuole secondarie hanno sempre generosamente messo a disposizione dei più piccoli tuderti risorse, sia di spazi che di opportunità educative. Per quanto riguarda in particolare la scuola che presiedo ritengo di fondamentale importanza continuare a condividere con il collega della scuola secondaria di primo grado dei progetti di continuità rivolti principalmente ad alunni delle classi quinte. Quest’anno sono stati realizzati dei percorsi particolarmente significativi. Purtroppo la vigente normativa sulla valutazione disciplinare, con i voti alla secondaria e i livelli descrittivi alla primaria, non aiuta molto”.

Un sogno nel cassetto?
“Auspico che gli uffici della Direzione Didattica di Todi possano in un prossimo futuro trovare una collocazione definitiva presso un plesso scolastico. Sono certa che l’Amministrazione Comunale si attiverà in tal senso appena possibile”.

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