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E lista personale “svuota Lega” fu. I fuochi pirotecnici sparati dal vicesindaco Ruspolini per accompagnare la sua uscita dal Carroccio hanno portato a questo epilogo, peraltro nell’aria da mesi: una lista personale con lo scopo di svuotare di voti e di amministratori il suo ex partito, ormai nella nostra città clinicamente morto.

Il “generalissimo”, continuando a menare il povero Caparvi che nemmeno Ali contro Foreman a Kinshasa, parla di un nuovo “progetto civico” per Todi. Che dire? Ormai va di moda dichiararsi “civici”, nonostante si sia stati membri autorevoli di un partito fino a pochi secondi prima. Tuttavia, crediamo fortemente che il trucchetto di Ruspolini di riciclarsi come “homo novus” fuori dalle logiche dei partiti fallirà miseramente. Sarà interessante, poi, vedere come si svilupperà la competizione, già visibile, con Todi Tricolore, cioè CasaPound dopo il lifting nostrano.

Al di là di questo misero teatro dell’assurdo, vogliamo sottoporre alcune affermazioni fatte dal vicesindaco Ruspolini sull’attività amministrativa della giunta di cui fa parte alla prova della verità. Come dimostreremo di seguito, dei mirabolanti successi che Ruspolini proclama con solenni squilli di tromba nessuno corrisponde alla realtà

La prima panzana è quella dell’essere rimasti fedeli agli impegni presi con i cittadini. Pensiamo ora alle questioni strategiche per Todi, su cui la destra (ed in particolare l’allora leghista candidato solitario a sindaco Ruspolini) per tutta la campagna elettorale del 2017 si stracciava le vesti, prendendo l’impegno di bloccare il depuratore della Cascianella, fermare la variante di Ponterio e ridiscutere il Todi Festival. Beh, i lavori di realizzazione del depuratore sono in via di ultimazione e alcune migliaia di metri quadri di grande superficie commerciale, ancora inutilmente vuoti, sono state realizzate alle porte della città. Sul Todi Festival, poi, stendiamo un velo pietoso: dopo averne detto peste e corna e averlo definito “un affare solo per chi lo organizza, guarda caso, i soliti noti” (8 giugno 2017), Ruspolini, qualche giorno fa, si è palesato in Regione alla presentazione del programma dell’edizione 2021 accanto a quel Guarducci che tanto bistrattava! 

Per nascondere il fallimento dell’assenza di politiche locali nel campo del sociale dello sviluppo, con una città i cui dati descrivono un preoccupante declino demografico ed economico – frenato solamente dall’attuazione della programmazione di opere lasciate in eredità, insieme a ingenti risorse, dalla precedente amministrazione Rossini, – Ruspolini poi, in perfetto stile salviniano, si rivolge alla pancia dei cittadini e rivendica la battaglia contro fantomatiche cooperative che a Todi avrebbero speculato sul business dell’immigrazione. Seconda panzana: di tutto questo non c’è traccia. È vero, invece che la giunta di cui fa parte ha ritirato, al loro scadere, l’adesione a tre progetti di accoglienza, due dei quali gestiti da una delle più antiche istituzioni cittadine di assistenza e beneficenza, di ispirazione religiosa, la Fondazione Crispolti, determinando lo spostamento di poco più di quaranta persone in altri centri e rinunciando alla sacrosanta battaglia contro la tratta di esseri umani. Sono state scelte pessime che hanno impoverito Todi e la sua cultura che viene da secoli di accoglienza, peraltro condite da affermazioni oscene come quella memorabile di Ruspolini che misurava i chilometri di asfalto perduti per aver dovuto dare protezione ad una madre, minore straniera non accompagnata, con il suo bambino.

Tuttavia, il  massimo della mistificazione della realtà il nostro “generalissimo” lo raggiunge quando rivendica a sé e alla sua ex forza politica di aver fatto il proprio dovere nell’emergenza Covid. A parte il fatto che compiere il proprio dovere è il minimo che si possa chiedere ad un amministratore, è normale che un vicesindaco si appropri del lavoro dei volontari della Protezione civile? Peraltro, abbiamo rimarcato più volte come, durante il lockdown, Ruspolini e i consiglieri della Lega (ogni tanto accompagnati dal solito protettore lacustre) avessero adibito a sede di partito il COC, un servizio di rilevanza pubblica non che  dovrebbe essere occupato da alcuna forza politica. Abbiamo anche contestato i criteri generici con cui sono stati distribuiti i cospicui contributi governativi, che non è ancora chiaro se siano andati a ristorare solo chi aveva effettivamente bisogno. 

Infine, è veramente comico che Ruspolini rivendichi l’azione amministrativa di contrasto alla pandemia senza citare l’ospedale di Pantalla. Infatti, se non se ne fosse accorto, gli segnaliamo che la Media Valle del Tevere non ha più il suo ospedale di base, grazie all’inettitudine dell’amministrazione di cui fa parte e alle scelte della giunta regionale guidata dal suo ex partito.

Insomma, grazie anche a Ruspolini i cittadini di Todi non hanno più il proprio ospedale. Possono però consolarsi con le decine e decine di paletti con cui il vicesindaco ha voluto arredare il centro storico, abbrutendolo e ferendolo nel profondo. 

P. S. Il “generalissimo” ama far riferimento sempre alla propria purezza e alla propria onestà. Per lui gli altri sono tutti trafficoni dediti esclusivamente ai propri interessi personali. Pur sapendo che preferisce citare fascisti e golpisti invischiati nelle peggior trame antidemocratiche come il principe Borghese (già che un ex militare elegga a proprio riferimento ideale un siffatto losco figuro dovrebbe far preoccupare non poco), gli dedichiamo una frase di Pietro Nenni, padre della Repubblica e della Costituzione: “un puro trova sempre uno più puro che lo epura”.

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