Condividi su facebook
Condividi su twitter

Cento millimetri di pioggia in un’ora. Quanto accaduto a Passignano e su parte del perugino è l’ennesima tangibile dimostrazione degli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. Eventi che se fino a qualche anno fa erano sporadici, adesso diventano sempre più circoscritti e violenti. I requisiti con cui vengono progettate abitazioni e non solo, dal punto di vista urbanistico e architettonico, non sono più funzionali. Secondo gli esperti, già oggi gli abitanti dell’Umbria devono far fronte a questo tipo di eventi atmosferici almeno due o tre volte l’anno. 

È necessario perciò che la Regione adotti con urgenza un piano d’azione prima che sia troppo tardi. Mettendo a disposizione risorse stabili che possano ridurre i danni di questo tipo di emergenze. Un finanziamento per mitigare i danni e sviluppare misure volte all’adattamento ambientale delle nostre comunità. Questo insieme all’impegno, quanto mai necessario, verso la progressiva riduzione delle emissioni climalteranti per il raggiungimento della neutralità climatica nel 2050. 

La prevenzione ambientale, sia residenziale che occupazionale, deve essere il criterio guida della Regione per tutelare la salute dei cittadini maggiormente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale ucciderà più di 4 milioni di persone ogni anno. Non è terrorismo psicologico, ma la stima dello studio pubblicato su Nature Communications che ha calcolato l’impatto del riscaldamento globale in vite umane. Fattori che scatenano anche gli eventi meteo estremi di cui abbiamo un esempio devastante in questi giorni. E se in Italia per la prevenzione dei disastri causati da questi eventi si spende un decimo rispetto a quanto bisogna poi pagare per i danni provocati, possiamo fare in modo che dall’Umbria parta un diverso paradigma per affrontare l’emergenza causata dai cambiamenti climatici.

condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter