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Con grandissimo stupore, ho letto qualche giorno fa l’attacco strumentale e vigliacco  portato da alcuni partiti politici al Dott. Massimo D’Angelo, Commissario Covid per la Regione Umbria, accusato di aver spinto ad un comportamento superficiale nella valutazione dell’anamnesi  una dottoressa volontaria  operante in uno dei centri vaccinali della sanità umbra. Personalmente non essendo a conoscenza diretta dei fatti, non posso esprimere valutazioni sulla veridicità o meno di quanto riportato dalla professionista nella lettera aperta indirizzata ad un giornale locale.
La mia vuole essere tuttavia una chiara ed imparziale valutazione e testimonianza di esperienze che ho avuto il privilegio di condividere con un grandissimo ed onesto professionista quale è il Dott. D’Angelo e che vanno esattamente in direzione opposta a quanto riportato dalla dottoressa . Il Commissario, ha operato ininterrottamente dal giorno della sua nomina risultando peraltro UNICO faro nella terribile tempesta  che ha sconvolto tutti noi.  Ha condiviso con noi amministratori locali i terribili momenti in cui i contagi salivano ininterrottamente facendo presagire il peggio, fornendo sempre, a qualsiasi ora del giorno e della notte, le sue valutazioni e relativi consigli. Insieme a noi ha condiviso e valutato positivamente la possibilità di mettere in piedi una ” task force ” particolare che coinvolgesse  l’amministrazione comunale di Todi nella condotta del “contact tracing” prima a livello distretto sanitario media valle del Tevere poi estesa a livello regionale con risultati che sono finiti sotto i riflettori prima della stampa regionale poi anche dei principali network nazionali.
Da lungimirante organizzatore e capace uomo “d’emergenza” ha intuito immediatamente, una volta iniziata l’attività vaccinale, che con le forze a disposizione non si sarebbero potuti ottenere i risultati da lui sperati.
Per questo, coinvolgendo le Forze  Armate, il Comune di Todi e anche alcuni imprenditori umbri  ha saputo organizzare team vaccinali militari che ad oggi sono operanti in un  centro vaccinale completamente gestito da una amministrazione comunale (Todi) e  anche in altri centri presso strutture private gestite in sinergia con la sanità pubblica.
Tutto ciò  ha permesso all’Umbria di poter vantare ad oggi risultati di assoluto rilievo a livello nazionale in fatto di vaccinazioni senza peraltro venire mai  meno alle  disposizioni ministeriali in fatto di gestione del Covid.
Ho parlato del Dott D’Angelo come “uomo d’emergenza”,  ovvero  un uomo adatto a gestire situazioni delicate in condizioni di particolare gravità. Per gestire  tali situazioni, occorre  un uomo che sappia decidere bene ed in fretta, uno che “non tiri di fioretto ma di sciabola” ed in queste situazioni è necessario che le disposizioni siano “chiare e decise”,  anche a scapito del consueto “politically correct” dietro cui spesso si nasconde un’ipocrita inconcludenza.
Come sempre, la politica , quella del consociativismo di basso profilo, quella più interessata alla mera spartizione del potere finalizzato all’occupazione della propria poltrona piuttosto che al bene collettivo, non esita a puntare il dito contro chi ha lavorato con professionalità e grande  correttezza professionale, spesso nell’ombra, per i cittadini.

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