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Sul pieno ripristino dei servizi erogati in era pre-Covid continuano ad esservi molte perplessità: il tema resterà al centro del dibattito politico in un autunno che si preannuncia molto caldo
ospedale di pantalla

L’estate 2021 sta finendo senza che sull’ospedale della media valle del Tevere sia mai tornato il sereno. La destinazione a Covid Hospital durante l’emergenza pandemica ha generato delle sostanziali modifiche dei servizi originariamente offerti, che tardano ad essere ripristinati nella loro integrità, nonostante gli annunci e le rassicurazioni di una piena riconversione del nosocomio.
Anche l’unità dei Sindaci del comprensorio nell’opera di vigilanza e di pressione nei confronti della Regione Umbria ha subìto negli ultimi tempi delle fratture, sia nell’atteggiamento da tenere che sulla vicenda dell’utilizzo delle donazioni raccolte durante la fase più acuta del Coronavirus.

Sul tema si continuano a rincorrere i botta e risposta dei partiti politici, soprattutto sul versante tuderte, dove la situazione risente anche del progressivo avvicinarsi della campagna elettorale in vista del voto comunale della primavera 2022. E non c’è dubbio che quello della sanità ospedaliera sarà uno dei temi caldi dello scontro fra l’attuale maggioranza di centrodestra e gli sfidanti del centrosinistra, essendo questo il fianco al momento più scoperto dell’Amministrazione Ruggiano.
Seppur con connotati totalmente diversi, potremmo dire addirittura ribaltati, quanto avvenuto a Spoleto intorno all’ospedale cittadino è un monito per tutti: lì il primo cittadino è stato sfiduciato da alcuni esponenti dei suoi partiti, gli stessi che governano in Regione, per essersi schierato a difesa del presidio del San Matteo degli Infermi. Un caso che, con ogni probabilità, potrebbe vedere la città del festival dei Due Mondi, al voto anticipato il 3 e 4 ottobre, tornare nelle mani del centrosinistra.

Per la sanità locale sarà dunque un autunno caldo, tanto più che l’assenza di un livello adeguato di servizi ospedalieri inizia a incidere sulla carne viva dei cittadini, costretti a rivolgersi per necessità a Branca e a Perugia.

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