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La notizia è stata anticipata in Consiglio comunale dal Sindaco di Todi, il quale ha annunciato querela verso i consiglieri del Pd che hanno presentato una interrogazione per conoscere l'utilizzo delle somme versate dai cittadini per beneficenza
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Bufera in Consiglio comunale a Todi, durante il quale il Sindaco Ruggiano ha annunciato querela nei confronti dei consiglieri del Pd rei di aver presentato una interrogazione con la quale chiedevano informazioni circa l’utilizzo delle cospicue donazioni fatte dai cittadini a favore dell’ospedale di Pantalla durante il periodo dell’emergenza pandemica.
Se l’intenzione era quella di far abbassare la polvere intorno alla vicenda che tiene ormai banco sulla stampa e sui social da qualche settimana, probabilmente l’effetto ottenuto è quello contrario, con nuove prese di posizione da parte del centrosinistra per avere  chiarezza su una vicenda rispetto alla quale l’Amministrazione prova a dichiararsi del tutto estranea.

“Siamo rimasti francamente basiti dallo show – scrivono dal Partito Democratico di Todi – che ha visto protagonista il sindaco Ruggiano ieri l’altro in Consiglio Comunale. Durante la trattazione dell’interrogazione promossa dal gruppo consiliare del Partito Democratico sulla donazione all’Ospedale di Pantalla il sindaco ha ribadito che in Comune non vi sono tracce di delibere o di atti amministrativi su questa vicenda e che la donazione è stata organizzata e gestita ESCLUSIVAMENTE dalla Rosa dell’Umbria. Ha aggiunto, poi, che sulla vicenda sta già indagando la Procura e che, assieme al vicesindaco, ha presentato querela contro il Partito Democratico per gli scritti e gli atti presentati sulla succitata questione.
Consci del nostro corretto agire, visto che ci siamo limitati a porre alcune domande che attingono aspetti di mera natura politico-amministrativa, auspichiamo con la massima serenità che la giustizia faccia il suo corso. Ribadiamo, altresì, che il compito principale di una forza di opposizione è quello di controllare come opera politicamente ed amministrativamente la maggioranza. Capiamo che questo concetto risulti particolarmente ostico al sindaco e al vicesindaco, ma cosi è nelle democrazie liberali avanzate.
Ulteriormente, siamo curiosi di sapere se il sindaco ed il suo vice hanno intenzione di querelare anche la sindaca di Marsciano Mele, che ha fatto proprie le nostre domande ed ha pure avanzato qualche risposta, informandoci che la vicenda della donazione è stata gestita dalla Rosa dell’Umbria insieme al Comune di Todi senza alcuna condivisione con gli altri enti comunali della Mvt e che due ventilatori acquistati non sono stati consegnati perché difettosi.
Ci rimane difficile capire come avremmo diffamato il sindaco ed il vicesindaco visto che, non essendo a conoscenza dei fatti accaduti e avendo giustappunto promosso l’interrogazione in questione per colmare questa carenza, ci siamo limitati, in modo rispettoso e non lesivo della reputazione di alcuno, ad avanzare alcune domande, a proporre accessi agli atti e a cercare di soddisfare le pretese di fare chiarezza avanzate da decine e decine di cittadini-donatori.
Invece di chiarire il ruolo svolto dal Comune su questa vicenda – mettere tutto in capo alla Rosa dell’Umbria quando il Comune ha sottolineato in documenti ufficiali (vedasi famoso comunicato con allegate fatture rimosso dal sito) di aver “promosso” (citazione letterale) esso stesso la donazione ed ha partecipato con una nutritissima delegazione alla consegne delle forniture mediche acquistate coi soldi donati dai cittadini della Mvt non ci sembra proprio il massimo – ci si difende querelando una forza di opposizione che svolge null’altro che il proprio compito. Di certo, continueremo ad esercitare le nostre prerogative democratiche senza soggezione alcuna verso chi esercita pro tempore il potere nella nostra città, pronti a rispondere anche nelle opportune sedi giudiziarie”.

La Sinistra per Todi esprime piena solidarietà ai consiglieri di opposizione del Partito Democratico per le minacce di querela di cui sono stati fatti oggetto durante l’ultimo consiglio comunale di Todi, in merito all’interrogazione presentata sulla vicenda delle donazioni Covid. “Riteniamo grave e lesivo delle prerogative e delle funzioni delle opposizioni – si legge in un comunicato – ogni atteggiamento intimidatorio teso a ad inibire il ruolo attribuito ai consiglieri comunali dalla legge, dallo statuto e dal regolamento. E poiché siamo in democrazia e riteniamo che fare domande a chi governa sia un diritto, così come rispondere un dovere, anche noi abbiamo due quesiti da porre.
Prima domanda: nella risposta del 26 agosto all’interrogazione del PD il sindaco di Todi, dopo aver sottolineato come il coordinamento della raccolta fondi sia ascrivibile solo ed esclusivamente all’associazione privata La Rosa dell’Umbria ONLUS e dopo aver affermato di essere in possesso comunque della rendicontazione avendola richiesta, a suo dire, pur senza alcun diritto potestativo, invitava i presentatori della interrogazione a fare altrettanto. Siamo sicuri che un’associazione “privata” iscritta all’albo regionale delle organizzazioni di Protezione Civile, che ha una convenzione in essere con il comune di Todi e che opera nei locali di proprietà dello stesso comune, sia sottratta al controllo dell’ente pubblico tanto da far rispondere picche ai consiglieri comunali che chiedono lumi sulla gestione dei fondi per l’emergenza sanitaria?
Seconda domanda: in un’intervista rilasciata ad un quotidiano locale il 25 agosto scorso la sindaca leghista di Marsciano, non certo una pericolosa estremista di sinistra, ha così dichiarato testualmente: “Vorrei precisare che tutta la parte decisionale e operativa legata all’acquisto dei ventilatori, e quindi quali acquistare, dove acquistarli, il fatto di prenderli usati e la congruità del costo, è stata gestita dal comune di Todi e dalla Rosa dell’Umbria in totale autonomia e senza alcuna condivisione, pertanto anche il comune di Marsciano chiede che, quanto prima, si faccia la massima chiarezza su tutti i risvolti di questa operazione”. Verrà querelata anche la sindaca Mele?
Siamo fermamente convinti che sia un diritto delle cittadine e dei cittadini di Todi avere risposte urgenti e nelle sedi preposte e con le modalità adeguate. Per questo lanciamo un appello affinché si convochi quanto prima un “Consiglio Grande” ai sensi dell’art. 55 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale, per dare possibilità alle forze politiche, ai comitati in difesa dell’ospedale e alle associazioni cittadine di poter fare chiarezza sulla intera vicenda, senza reticenze e nella sede deputata alla rappresentanza degli interessi della collettività”.

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