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Domenica 3 ottobre, la società-associazione guidata dal presidente Maurizio Brugnetta ha festeggiato la ricorrenza e ripreso le attività dopo la pausa legata al contesto pandemico
Senza nome

Festa a Todi per i 120 anni degli “Amici dell’Orto”, una vera e propria società più che un’associazione, anche se le finalità sociali espresse sono quelle di “promuovere la vita associativa (…) organizzare qualsiasi attività ricreativa, culturale, sportiva“. Si tratta di una delle istituzioni sociali di natura privata tra le più antiche della città e che, dopo il periodo delle restrizioni pandemiche, ha voluto ripresentarsi più viva che mai promuovendo, domenica 3 ottobre, un incontro nel quale è stata ripercorsa la sua storia da parte del presidente, il dottor Maurizio Brugnetta, e del professor Gianluca Prosperi, alla presenza dell’Amministrazione comunale.

I soci fondatori, nel 1901, furono 20; avevano lo spazio sotto i Giardini pubblici in affitto fino al 1922, quando acquistarono il terreno dal Comune. In questo orto coltivato, detto “giardinetto”, un gruppetto di amici si incontrava e vi giocava a bocce. Il 27 agosto 1922 la società viene regolarizzata con rogito notarile, i soci sono 28 e, acquistato il terreno dal Comune, sul terreno viene costruita una piccola stanza. Durante gli anni 1987-88 la primitiva struttura di appena 30 metri quadrati viene ampliata con l’aggiunta di un corpo di circa 120 metri. Nel 2011 iniziano i lavori oggi completati di ristrutturazione interna ed esterna, che hanno previsto la realizzazione del terrazzo sopra il tetto dello stabile e la modulazione degli accessi al giardino.

Se particolare è la società, unica è la sede, che si trova in uno dei quartieri più belli della città, il rione Valle, dove la situazione geografica del colle molto ripido ne ha assolutamente impedito la crescita recente e ha permesso che si conservasse una forma di insediamento urbano pari a quello dell’origine: case piccole, cresciute una sull’altra lungo la pendice, appoggiate tutte alle alte mura e al grande emiciclo di sostegno. La via immediatamente sopra si chiama della Valle Inferiore (oggi via Ciuffelli).

Il quartiere dove si trova l’orto, in bella e panoramica posizione, è detto propriamente della Valle Bassa e al di sotto l’orto è delimitato da Via Termoli. Anche la fonte che si trovava nel secolo XIII nei paraggi si chiamava “Fons Termolis (probabilmente è la stessa che sta ancora sotto l’orto), di questa lo Statuto di Todi del 1275 ne raccomanda la sistemazione architettonica sull’esempio dell’altra grande fonte attiva all’epoca, la Scannabecco. Il luogo è compreso tra una amplissima vista e un tessuto urbano d’altra parte fittissimo e pressoché intatto: forse questo il motivo principale del suo fascino.

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