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Nel secondo trimestre il 52% delle imprese intervistate ha registrato un incremento della produzione, a fronte dell'8% che ha subito una contrazione, determinando un saldo di +44%
GianluigiAngelantoni

Sono positivi i dati umbri che emergono dall’ultima indagine congiunturale di Federmeccanica, condotta a livello nazionale su un campione di imprese metalmeccaniche associate. I risultati regionali sono stati illustrati in occasione di un incontro organizzato in videoconferenza dalla Sezione Industria Metalmeccanica e della Installazione di Impianti di Confindustria Umbria, presieduta da Gianluigi Angelantoni, al quale è intervenuto il Direttore Generale di Federmeccanica Stefano Franchi.

“In occasione dei 50 anni dalla nascita di Federmeccanica – ha spiegato il Presidente della Sezione Metalmeccanica di Confindustria Umbria e Vice Presidente di Confindustria Umbria, Gianluigi Angelantoni – abbiamo voluto organizzare un momento di confronto e condivisione con gli imprenditori del settore, per fare il punto sulla situazione attuale del comparto grazie ai dati dell’ultima rilevazione congiunturale, ma anche per parlare di sviluppo e crescita della metalmeccanica che rappresenta l’8% del PIL nazionale, il 50% dell’export e contribuisce per oltre il 40% alla creazione del valore aggiunto dell’industria italiana”.

Con riferimento all’Umbria, il quadro che emerge dalla 159° indagine congiunturale evidenzia un andamento sostanzialmente in linea con l’andamento positivo registrato a livello nazionale. Nel secondo trimestre il 52% delle imprese intervistate ha registrato un incremento della produzione, a fronte dell’8% che ha subito una contrazione, determinando un saldo di +44%.

Anche il portafoglio ordini si conferma positivo: sono infatti pari al 52% le imprese intervistate che hanno registrato un aumento delle consistenze a fronte del 15% che, al contrario ha subito contrazioni. Il saldo, +37%, dimostra il proseguimento della positiva evoluzione in atto nelle ultime rilevazioni.

Con riferimento alle previsioni per il terzo trimestre, relativamente alla produzione complessiva il 52% delle imprese prospetta incrementi, a fronte di un 15% che, al contrario, prevede contrazioni e il saldo risulta pari a +37%. Con riferimento alla quota destinata all’estero, le imprese che prevedono di aumentare i volumi di produzione sono il 45% contro il 13% che pensa di doverli ridurre, determinando così un saldo di +32%.

Sulla base delle opinioni espresse dalle imprese, le dinamiche occupazionali si confermano in positiva evoluzione: il 19% pensa di dover incrementare gli organici nei prossimi sei mesi. L’aspetto che pone maggiori preoccupazioni è legato all’impatto della dinamica dei prezzi delle materie prime sull’attività aziendale e alla loro disponibilità sul mercato: il 92% delle imprese intervistate ha risentito del rincaro dei prezzi di metalli e semilavorati in metallo rispetto al precedente trimestre. L’81% dichiara difficoltà di approvvigionamento, dovute principalmente alla loro scarsità e all’allungamento dei tempi di consegna.

 

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