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Lettera aperta
Alla Presidente della Giunta  Regione Umbria
All’Assessore Sanità Regione Umbria
Al Sindaco di Todi
Alla Sindaco di Marsciano
Al Sindaco di Deruta

Mi rivolgo a voi per cercare di spiegarvi l’utilità e la necessità per tantissima gente di riavere al 100% delle sue potenzialità l’Ospedale della Media Valle del Tevere e quanti buonissimi motivi ci sono perché vi impegniate per raggiungere questo obiettivo.

Il 7 ottobre mi sono dovuto recare all’Ospedale della MVT per usufruire del Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva. Avendo appuntamento alle ore 10.30, sono partito alle  10.10 da Todi. Dopodiché nel giro di un’ora e mezza ho effettuato l’esame e il relativo intervento. 

Vi voglio parlare della professionalità dei medici, del personale infermieristico, degli OO.SS. e  della   gentilezza di tutti,  che permette di superare le difficoltà, anche psicologiche, che ci si trova ad affrontare quando si ha a che fare con la propria salute e  si hanno mille  timori.

Sono momenti che implicano un coinvolgimento emotivo profondo, anche se tutti abbiamo reazioni diverse in certe situazioni, ma sentirsi in un certo qual modo “ a casa” e trattati come degli amici, fa superare molto meglio certe tensioni e certe ansie.
Per scrupolo professionale e per sicurezza, dopo l’intervento, sono stato ricoverato per due giorni e mezzo nel Reparto di Medicina al secondo piano.

In questo reparto ho trovato tanti sanitari che con grande professionalità svolgono il loro lavoro 24 ore il giorno, tutti i giorni. A questa professionalità aggiungono una dose massiccia di umanità che si ripercuote positivamente su tutti i pazienti.

Ma in questo reparto ho anche visto con quanto sacrificio deve operare il personale medico, infermieristico e gli operatori sanitari.

Il telefono squilla continuativamente e le richieste sono le più disparate,  a volte anche  disperate, da parte di famigliari  che cercano notizie dei loro parenti,  perché ancora ci sono mille difficoltà provocate dalle regole di prevenzione del Covid 19. Ma ci sono anche altre mille richieste di ogni genere. A fronte di tutto ciò però non c’è una sola persona che fa questo lavoro e che risponde a queste mille domande, ma ci sono infermieri e OO.SS. che a turno lo fanno senza mai fermarsi,  cercando di dare sempre la migliore soluzione, mentre nel frattempo devono esaudire tutte le altre mille  esigenze del reparto, a cui dare  ovviamente  riscontri efficienti ed efficaci.

Quando sono entrato in reparto ho trovato il corridoio sommerso di pacchi,  mentre tutte le altre attività che ho descritto sommariamente prima,  continuavano a essere soddisfatte.

Infermieri e OO.SS. per tutto il giorno e molta parte della notte, hanno aperto gli scatoloni, per vedere cosa c’era dentro e sistemarli, non so dove, in base al tipo di fornitura destinata alla Farmacia dell’Ospedale. Hanno finito questo lavoro, che secondo il mio modestissimo parere non gli sarebbe dovuto  competere, alle ore  02.00. Sfiniti ed esauriti fisicamente e mentalmente, perché nel frattempo le richieste dei ricoverati non si sono mai fermate un momento. Nel contempo continuavano i ricoveri.

Nonostante tutto,  i pazienti sono stati curati con attenzione, professionalità e  grande umanità.

Mi chiederete che cosa voglio dire con tutto questo. E’ presto detto, queste grandi professionalità, dotate di quella caratteristica essenziale che è l’umanità, non possono essere lasciate a se stesse, depotenziate e disperse.
Anzi vanno aiutate e integrate.

A questo reparto va affiancato al più presto il Reparto di Chirurgia operativo H24, che possa essere di fondamentale supporto anche al Pronto Soccorso, ma questo credo che lo sappiate meglio di me.
Tutto questo lo dobbiamo avere vicino a dove abitiamo, perché è una sicurezza in più per i malati e per i loro famigliari.

Pensateci, mettete da parte interessi che poco hanno a che fare con la nostra salute e restituiteci la possibilità di essere curati egregiamente vicino alle nostre famiglie.

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