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Ieri la III Commissione Consiliare Permanente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione in merito alla proposta di risoluzione sul futuro dell’Ospedale di Pantalla. Emendamenti che, giova ribadirlo, erano stati predisposti su impulso del Partito Democratico, dopo una fase di confronto coi cittadini della Media Valle del Tevere, al fine di dare sostanza alla risoluzione in questione tramite alcune indicazioni di dettaglio.

La proposta, infatti, così come concepita inizialmente, rischiava di essere niente altro che un insieme di dichiarazioni di principio. Da qui l’idea dell’opposizione di vincolare il proprio voto favorevole alla risoluzione ad alcuni emendamenti che ruotavano attorno a due concetti fondamentali: non esiste ospedale senza un reparto di chirurgia aperto h 24 7 giorni su 7 e che prima di vagheggiare qualsivoglia potenziamento Pantalla deve ritornare nello stato in cui versava prima dell’insorgere della pandemia.

Due punti imprescindibili che la destra, sia locale che regionale, rigetta spudoratamente da ormai un anno e mezzo. Con un comportamento irrispettoso ed arrogante nei confronti di tutti i cittadini della Media Valle del Tevere la maggioranza – con in prima fila la Lega, che ha praticamente il monopolio della succitata Commissione – ancora una volta ha dimostrato da che parte sta quando si parla dell’Ospedale di Pantalla.

Hanno trasformato l’ospedale più moderno dell’Umbria, un presidio con enormi potenzialità, in un poliambulatorio. Con il voto di ieri lo hanno però certificato alla luce del sole, senza vergognarsene!

I responsabili di questa vicenda hanno nomi e cognomi precisi. La consigliera Peppucci, ad esempio, è la relatrice unica della proposta di risoluzione in questione ed ha giudicato strumentali gli emendamenti, votando contro al pari dei suoi colleghi.

La realtà è purtroppo dolorosa ed amara: stanno smantellando pezzo dopo pezzo la sanità pubblica del territorio. Dall’alto (Tesei e Coletto) vengono gli ordini; dal basso si esegue o si assiste complici e silenti (Ruggiano, Ruspolini e Peppucci).

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