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Una sanità pubblica letteralmente allo sbando, grazie alla crassa incompetenza ed alla feroce volontà politica della giunta Tesei di annientare un modello che, fino a poco tempo fa, era un’eccellenza riconosciuta.
Ecco, in poche parole, come si può riassumere la situazione che, sulla loro pelle, stanno vivendo i cittadini umbri quando provano a curarsi ricorrendo al Sistema Sanitario Regionale.
Le prenotazioni per le visite e gli esami diagnostici sono bloccate. In molti casi si segnala, infatti, l’impossibilità di mettersi in lista d’attesa, senza che vengano garantite in tempi consoni le prestazioni obbligatorie per legge. Ormai vi sono in tal senso decine e decine di segnalazioni quotidiane, come è stato messo nero su bianco in un’interrogazione della consigliera regionale del Partito Democratico Donatella Porzi.
Ad aggravare il quadro, poi, vengono a galla i problemi nell’ambito della procreazione medicalmente assistita, con l’unico centro regionale pubblico (quello di Pantalla) che stenta a ripartire dopo la pandemia. A ciò va aggiunto il fatto che non esistono centri privati convenzionati: da qui la migrazione delle coppie umbre in altre regioni.
Da ultimo, infine, il caos amministrativo in cui è piombato il concorso per l’assunzione di 101 operatori Cup, con il palese disallineamento tra l’avviso di selezione ed il regolamento procedurale disciplinante le assunzioni di Umbria Salute e Servizi.
Un vero e proprio massacro della sanità pubblica, dunque, a cui non estranea ovviamente la Media Valle del Tevere, con l’Ospedale di Pantalla trasformato in un poliambulatorio. Realtà drammatica non còlta, purtroppo, dalle due consigliere regionali Pace e Peppucci, che hanno fieramente rivendicato la bocciatura degli emendamenti delle opposizione alla proposta di risoluzione consiliare sull’Ospedale di Pantalla gridando alla sinistra cattiva e becera.
Dire che si vuole l’ospedale nello stato in cui era prima della pandemia, con una chirurgia funzionante h24 sette giorni su sette, per loro è strumentalizzare politicamente. D’altronde, non conoscendo minimamente le esigenze sanitarie e gli affanni quotidiani degli abitanti della Media Valle del Tevere e non avendo problemi a ricorrere al privato cosa potevamo aspettarci da loro? Solo la solita arroganza e la siderale distanza dalle necessità dei cittadini che la consigliera Peppucci in particolare manifesta sul tema da un anno e mezzo.
Tanto per citare il poeta di Recanati: “non so se il riso o la pietà prevale”.

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