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La formazione civica del consigliere comunale Floriano Pizzichini, si prepara al voto della prossima primavera, proponendosi alla guida di un polo civico
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Come avvenne anche nelle ultime elezioni comunali, a Todi Floriano Pizzichini con la sua Todi Civica è il primo schieramento a scendere in campo per conquistare la poltrona di primo cittadino alle prossime elezioni, che si terranno nella primavera del 2022. Per il momento non si conosce ancora chi sarà il candidato sindaco della formazione civica che si sta creando, ma probabilmente lo scopriremo presto.

In una nota, Todi Civica si dice “pronta a scendere in campo alle prossime elezioni amministrative alla guida di un polo civico, liberale e riformista, con due priorità: lavoro e difesa della sanità territoriale. 

Questa legislatura, ormai al capolinea, ha dimostrato che l’alternanza degli ultimi anni non ha prodotto, nella nostra città, il cambiamento auspicato dai cittadini. Considerazioni che facciamo senza pregiudizi ideologici, dopo anni di opposizione seria, propositiva (decine gli atti depositati e approvati in consiglio comunale), con critiche sempre di merito e mai contro le persone. Abbiamo dovuto prendere atto che sulle principali questioni, opere pubbliche, politiche sociali, grandi eventi, politiche culturali, centro storico, frazioni, ci sia stata una gestione in piena continuità con la precedente, con poche differenze che non hanno prodotto la “svolta” di cui avrebbe bisogno la città. I dati Istat, al di là della propaganda di oggi e di ieri, raccontano una città in continuo declino dal punto di vista demografico e del ricambio generazionale.

Criticità di cui il nostro movimento parlava  anche nella scorsa legislatura, ponendo l’accento sulla questione occupazionale e che non emergono certamente oggi. 
Anche i temi più dibattuti, depuratore di Cascianella, centro commerciale di Ponte Rio, Todi Festival, unificazione degli enti, non hanno visto elementi di discontinuità col passato. Il centro storico è “blindato” da paletti, semafori ed eventi, mentre nelle frazioni anche i più ordinari degli interventi vengono presentati come “qualcosa di straordinario”. Non si sono realizzati nuovi parcheggi, ma si lavora a nuovi ascensori. Governi di opposto colore politico, speculari, che danno il senso di come i tuderti abbiano cambiato tutto per non cambiare nulla. È necessario dare a Todi una vera alternativa, che punti al rilancio del tessuto socio-economico investendo sulla piccola media impresa di eccellenza, sull’agricoltura, sull’artigianato e sul settore terziario. Bisogna investire su manifestazioni di qualità, che attraggano turisti- non a suon di eventi patrocinati con i contributi pubblici – ma grazie alla cura e alla valorizzazione dell’ambiente e all’offerta dei servizi. Si deve progettare una città che, nel centro storico, (ri)trovi un equilibrio, fra residenti, commercianti e visitatori, che valorizzi le frazioni e le consideri – sotto ogni aspetto – al pari del centro cittadino.Va realizzata una reale  partecipazione e condivisione delle principali scelte amministrative con i cittadini, che non possono essere attori passivi delle decisioni di chi governa.

Il tutto con un ulteriore fondamentale impegno: riavere un ospedale di eccellenza, capace di offrire servizi sanitari essenziali alla popolazione tuderte e della Media Valle del Tevere. In quest’ottica siamo aperti al dialogo, senza pregiudizi, con le forze politiche, civiche e sociali che vogliano lavorare ad un grande progetto di rinnovamento, sempre più convinti del fatto che Todi abbia bisogno di un reale cambiamento e che esso non possa che nascere con una visione nuova e in piena discontinuità il passato”.

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