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Ho ricevuto varie telefonate da cittadini che hanno letto i manifesti o volantini e quindi è dovere civico rispondere pubblicamente anche per la curiosità di chi non mi conosce personalmente.

Tutto nasce da una passione per la politica militante a tutt’oggi durata 59 anni, 34 anni nella Dc, 1 anno nel Ccd, 11 anni in Forza Italia, 3 anni in banchina e da oltre 10 anni nella Lega (già socio sostenitore 2009- 2010-2011 e socio militante 2011 (tessera n. 026263), attualmente socio sostenitore 2021 (tessera n. SEY335).

Nemmeno una grave malattia comparsa alla fine del 2010, per fortuna finita ma che ha comportato vari interventi chirurgici e cicli di chemio-radio terapia sono riusciti a farmi uscire dalla “droga della politica”; nel 2018 sono di nuovo tesserato Lega e dal novembre 2019, a seguito di una lunga telefonata del commissario Lega di Todi ho ripreso ad esercitare la vecchia passione di militante di partito.

La esperienza, la passione ma soprattutto il constatare il danno che certi esponenti politici, inesperti, e qualche volta arroganti, mi hanno e mi feriscono interiormente per i danni che essi causano alla società civile e quindi ad ognuno di noi cittadini che guardiamo alle problematiche della vita quotidiana e non alla carriera politica o nomina per qualche poltrona o poltroncina.

I risultati catastrofici per la Lega ed il centrodestra in Umbria nelle amministrative di un mese fa, senza aver provocato un minimo di dialettica interna al partito, mi hanno convinto per il bene della società di fare e rendere pubblica la Lettera aperta a Matteo Salvini IL CASO TODI E DELL’UMBRIA Se non ora?…Quando?….Cos’altro da aspettare?

Tutto questo con l’auspicio che chi di dovere prenda i provvedimenti necessari; ai tempi della mia giovinezza, quelli della prima repubblica, nella Dc, Psi, Pci, ecc. di fronte a certe sconfitte elettorali come quella di qualche partito nell’ottobre scorso in Umbria, la dirigenza regionale locale non avrebbe aspettato nemmeno un minuto a rimettere il proprio mandato nelle mani da chi ricevuto. Invece tutto tranquillo, almeno in apparenza.

Ecco il perché, per ora, il 50% degli elettori non è andato a votare.

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