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I nomi di molte vie furono attribuiti nel 1936 a scopo celebrativo per "impremere nella mente delle popolazioni rurali i nomi delle località che hanno maggiormente contrassegnato del nostro glorioso esercito in Africa Orientale"
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Dopo le imprese coloniali di Mussolini del 1935/’36 in Etiopia anche a Monte Castello di Vibio venne introdotta una nuova toponomastica di tipo celebrativo all’interno del centro storico attraverso la denominazione di ventidue vie che ne erano sprovviste. Insieme alle intitolazioni relative al periodo coloniale vennero ricordati anche personaggi illustri locali come Silvio Rossi (sindaco per trentatre anni fra il 1872 ed il 1905) ed i fratelli Evangelista e Scipione Pettinelli che nel periodo del Risorgimento dettero aiuti finanziari per il conseguimento dell’Unità d’Italia. Una via fu intitolata ad uno dei luoghi simbolo della I Guerra Mondiale: il monte Grappa.

L’operazione della nuova toponomastica venne preceduta dall’acquisto, al prezzo di 850 lire, di una targa ricordo apposta sulla parete esterna del Municipio a memoria dell'”assedio economico” e delle sanzioni contro l’Italia decretate dalla Società delle Nazioni proprio a causa dell’aggressione militare all’Etiopia. Il podestà montecastellese dell’epoca, Giovanni Corneli, con la sua delibera approvata il 21 marzo 1936, ricordava che “devesi affidare alla toponomastica la funzione di impremere sempre più profondamente nella mente delle popolazioni rurali i nomi delle località che hanno maggiormente contrassegnato del nostro glorioso esercito in Africa Orientale”.

Di quest’epoca vi è anche una foto ricordo, scatatta dal fotografo montecastellese Milziade Frollini, che ritrae alcune autorità insieme ai reduci della Guerra d’Africa davanti al monumento ai caduti. Accanto ai nomi dei principali eroi del risorgimento (come Garibaldi, Mazzini o Vittorio Emanuele II) o dei benefattori locali comparvero così le tipiche denominazioni del regime fascista ed, in particolare, quelle delle località africane in cui si era combattuto nelle due guerre coloniali che portarono, il 9 maggio 1936, alla proclamazione “sui colli fatali di Roma” del nuovo effimero Impero che durerà meno di cinque anni.

Queste furono le nuove intitolazioni nel centro storico a partire dal 1936: viale del Littorio (oggi denominata viale Dante Alighieri): da Porta Tramontana a Porta di Maggio; via Makallè, dal nome della città capitale della regione del Tigrè occupata dall’esercito italiano nel 1935: da largo Porta di Maggio a via Catalano degli Atti (oggi Rivellino di levante); via XXVIII Ottobre, ricorrenza della Marcia su Roma: a destra di via Umberto I fino a via Makallè (oggi via dell’Unità d’Italia); vicolo Adigrat, dal nome della città del Tigrè dove, nel 1895, l’esercito italiano affrontò un duro assedio da parte degli abissini: a sinistra di via Baldini entrando da Porta Tramontana (oggi via del Poggio); vicolo Michelotta: ad ovest della piazza Michelotta di Biordo; vicolo del Teatro: a destra della via del Teatro entrando da Porta Tramontana; vicolo del Tigrai, dal nome della regione a nord dell’Etiopia con capitale Makallè: primo a destra di via Roma (oggi vicolo dell’Aquila); vicolo delle sanzioni: secondo a destra di via Roma (oggi non denominato); largo maggiore Toselli, a ricordo del militare Pietro Toselli che perse la vita nella prima guerra d’Africa nel 1895 durante la difesa del proprio contingente sul monte Amba Alagi: dopo via Panunzio a sinistra di via Roma; vicolo Dogali, a ricordo di una delle prime battaglie in Africa orientale, nel 1887: a destra di via Roma dopo il largo maggiore Toselli (oggi vicolo della Torre); via delle Scalette: da via Regina Margherita a via Evangelista Pettinelli; via Evangelista Pettinelli: da via Biancherini a piazza Garibaldi; vicolo del Takazzè, dal nome del fiume che nasce in Etiopia nei pressi del quale, nel gennaio 1936, si scontrarono, nella prima battaglia del Tembien, alcune divisioni italiane ed abissine: a sinistra di via Regina Margherita entrando da porta di Maggio (oggi via del Grifo); via Scipione Pettinelli: da via Umberto I a via Mazzini; largo Silvio Rossi: a destra di via Mazzini entrando da piazza Vittorio Emanuele II; vicolo del Grappa: a destra di via Mazzini dopo il largo Silvio Rossi; via Adua, dal nome della città etiope dove l’esercito italiano, nel 1896, fu pesantemente sconfitto: da via Mazzini a via Catalano degli Atti (oggi via Carosino); vicolo del Tembien, dal nome di una regione del Tigrè luogo di due battaglie di cui solo la seconda, combattuta nel febbraio del 1936 e comandata dal generale Pietro Badoglio, fu vittoriosa: a sinistra di via Mazzini dopo via Scipione Pettinelli (oggi vicolo Trasimeno); via Amba Alagi, dal nome della montagna etiopica dove, nel dicembre del 1895, un presidio italiano di circa 2.300 soldati comandato da Pietro Toselli fu annientato da circa trentamila abissini: da via Mazzini a piazza Michelotta di Biordo (oggi via Tevere); largo Porta di Maggio: spazio compreso fra il viale del Littorio e via Makallè; vicolo Neghelli, dal nome della città dell’Etiopia meridionale conquistata dalle truppe italiane comandate dal generale Rodolfo Graziani: primo a sinistra di via Lodovico Migliorati (oggi vicolo della Badia); vicolo dell’Arco: da via Catalano degli Atti a Piazza Guglielmo Marconi.

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