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I carabinieri hanno posto ai domiciliari il collaboratore di una farmacia di Foligno: altre 9 persone risultano indagate quali corruttrici e concorrenti alle singole falsità
tampone

E stata eseguita la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal GIP del Tribunale di Spoleto, per reati di corruzione e falsità in documenti informatici pubblici con efficacia probatoria, a carico di un collaboratore di una farmacia di Foligno, accusato di avere più volte, in cambio di modeste somme di denaro, simulato l’accertamento della positività al Covid-19 dei corruttori o di loro familiari e di avere inviato all’autorità sanitaria regionale falsa documentazione attestante l’esito positivo del test antigienico.
Nessuna delle persone sottoposte al finto test era vaccinata contro il Covid-19. Scopo del falso referto di positività era quindi, sempre secondo l’accusa, quello di ottenere indebitamente una falsa certificazione verde (Green Pass), della durata di 9 mesi, al termine del periodo minimo di isolamento.
Oltre all’arrestato, sono attualmente sottoposte a indagini 9 persone, quali corruttori e concorrenti nelle singole falsità. Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire i canali di comunicazione che consentivano rincontro fra domanda e offerta corruttiva. Totalmente estranei ai fatti i responsabili e gli altri dipendenti della farmacia. La direzione ha anzi collaborato fattivamente con la polizia giudiziaria.
La richiesta di un corrispettivo non elevato – in questo caso dai 70 ai 100 auro a persona, per quanto fin qui accertato — può ampliare, come in ogni ipotesi di corruzione, la platea dei potenziali corruttori.

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