A margine dell’inaugurazione della sede elettorale, sabato scorso, abbiamo sottoposto il candidato Sindaco Antonino Ruggiano ad alcune domande alle quali non ha fatto problemi a rispondere subito. Ecco cosa ha a dire ai tuderti.
Cosa risponde a chi evidenzia che sono 20 anni che lei è in Comune (10 anni da sindaco e 10 anni da consigliere di opposizione) e che forse un ventennio poteva pure bastare?
“È una considerazione legittima. Tuttavia, la esperienza è un punto di forza della nostra proposta, non certo di debolezza. La Amministrazione degli enti locali crediamo debba essere affidata, preferibilmente, a chi ha avuto modo di conoscere il sistema, ad esempio svolgendo il ruolo di consigliere comunale. Le improvvisazioni si pagano. In ogni caso, non credo che sia giusto fare questo calcolo, perché, di fatto, fino al 2017 non abbiamo avuto la possibilità di incidere davvero. La svolta riteniamo si sia vista”.
In qualche occasione hi detto che il primo mandato non andrebbe preso in considerazione: ci spieghi meglio le differenze sostanziali tra il Ruggiano I e il Ruggiano II?
“È molto semplice. Noi abbiamo avuto una esperienza tutta peculiare. Nel 2007 io riuscii a vincere il ballottaggio tra sindaci, ma le elezioni le aveva vinte il centrosinistra con il 53%. Obiettivamente è stato già un miracolo reggere cinque anni, senza una maggioranza in Consiglio comunale. Di fatto avevamo una minoranza, che si reggeva grazie al ruolo, per forza di cose super partes, del Presidente del Consiglio. Troppe mediazioni, troppe discussioni, troppe chiacchiere. Adesso, avendo la possibilità di lavorare con il consiglio comunale, abbiamo potuto realizzare il programma che avevamo in mente. I risultati lo hanno dimostrato”.
In cosa si differenzierà invece l’eventuale Ruggiano III?
“È tempo di finire il lavoro. Al di là dei nomi, ora abbiamo tante di quelle cose in corso che fermare la macchina e ricominciare da capo, sarebbe un delitto. Perdere anche un solo mese, azzerando le cose, sarebbe uno spreco che Todi non si può permettere. Oggi è il momento della unità e di concludere l’attività avviata. Tutti insieme”.
Alla inaugurazione della sede elettorale tanto entusiasmo tra i suoi sostenitori: pensate ad una vittoria facile?
“Non esistono vittorie facili. Non esistono sicurezze o certezze. Meno che mai nelle competizioni elettorali. Il fatto che ci sia entusiasmo ci inorgoglisce, perché evidentemente la nostra gente è contenta. Molto contenta. Tuttavia non ci lasceremo ingannare da chi pensa che sia facile. Anzi. Il fatto che si parta da favoriti ci riempie di responsabilità e ci spingerà ad essere ancora più determinati”.
Se i candidati fossero più di due e si prospettasse l’ipotesi ballottaggio con chi preferirebbe scontrarsi al secondo turno?
“Non abbiamo in programma di affrontare un ballottaggio. Senza essere presuntuosi, il nostro obiettivo è vincere al primo turno e chiudere la cosa già il 12 giugno”.
Molti sospettano che lei possa non finire il mandato per candidarsi alle elezioni regionali o nazionali. E’ una ipotesi realistica?
“È una cosa che non esiste. Non ho mai pensato che la mia vita fosse la politica. Mi appassiona occuparmi della mia città e riuscire ad essere determinante nel fare cose concrete. Fuori da Todi non ci sono obiettivi che mi interessino”.
Cinque cose che la nuova Amministrazione si troverà belle e pronte da completare e inaugurare?
“Sono più di cinque e sono opere che segnano un’epoca. 1. Gli ascensori di Porta Orvietana. 2. Il nuovo Ponte di Pian di San Martino. 3. Le nuove cisterne romane. 4. Il museo di Arte moderna nel Palazzo dei Priori. 5. Il nuovo parco dietro la Consolazione. 6. La riqualificazione dei cimiteri urbani. 7. Il nuovo impianto sportivo di Pantalla. 8. La ristrutturazione del Teatro Comunale. 9. Il consolidamento di Rosceto. 10. Il consolidamento di Casemasce. 11. Le mura urbiche sotto il Crispolti. 12. La nuova Via Ciuffelli. 13. La Fontana dei Bottini. 14. I Pozzi della Piana”.
Cinque cose che ti impegni a realizzare nei prossimi cinque anni se sarai rieletto sindaco. (ovviamente a quelle citate prima!)…
“Cinque obiettivi sono il minimo di una gestione ordinaria. Nei prossimi cinque anni, se Todi non interrompe questo percorso, otterremo la più grande realizzazione di opere pubbliche mai esistita. La rigenerazione urbana (con progetti già finanziati) con parcheggio di San Carlo e le scale mobili verso il centro. La nuova scalinata di San Fortunato e la pista ciclabile e pedonale intorno Todi. La riqualificazione dei castelli di Pantalla, Collevalenza, Rosceto, Cacciano, San Damiano, Torreluca e delle Torri di Pian di San Martino. Il polo scolastico a Ponterio. La nuova scuola a Collevalenza. Il parco di Ponterio. Il nuovo stadio Franco Martelli e l’impianto del tiro con l’arco”.










