Accorti ma fiduciosi. Nonostante le turbolenze dell’attualità, non è il pessimismo a dominare il rapporto degli abitanti dell’Umbria con il risparmio. Anzi, rileva l’Osservatorio Reale Mutua sul welfare, se un 27% assegna alle sue risorse una funzione ancora prettamente difensiva, un 32% le vede oggi come uno strumento per iniziare a pianificare il proprio futuro economico e realizzare sogni nel cassetto repressi negli ultimi anni.
I timori certo non mancano. La tassazione (39%) è il primo fattore di preoccupazione per le proprie tasche. Seguono l’inflazione e i rincari dei beni (35%), gli stipendi spesso non adeguati (31%), l’incertezza del quadro geopolitico (27%), possibili imprevisti (20%) e la pandemia (8%).
Eppure, oltre ad amministrare con attenzione i risparmi attuali, non manca chi valuterebbe anche di investirli. Anzitutto, in soluzioni assicurative e previdenziali (24%). Sale nelle propensioni il mattone (12%) e c’è anche chi guarda a specifici strumenti del mercato finanziario (10%).
Se dal digitale non arrivano che conferme (più di un umbro su cinque, il 22%, vorrebbe gestire sempre più i risparmi tramite app e tecnologie), è interessante quello che gli abitanti della regione chiedono ai loro investimenti: i risultati, pur centrali, scendono in terza posizione (14%) perché nel segno della prudenza di questi tempi contano anzitutto la sicurezza e le garanzie sul capitale investito (35%) e la flessibilità (20%), che permetta di adattare l’investimento a seconda delle esigenze.
Ma, vien da chiedersi, a chi o che cosa danno fiducia gli umbri quando si tratta di scegliere come amministrare e investire i propri soldi? La differenza, dicono, la fanno le persone (29%): il rapporto anche umano che si instaura con un professionista viene prima dei prodotti (24%) e della notorietà del “brand” a cui ci si affida (14%).
- Redazione
- 18 Maggio 2022








