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La vicenda giudiziaria, apertasi nel 2012, era quella del risanamento del Trasporto Pubblico Locale; nelle motivazioni pubblicate oggi i giudici scrivono di condotta insindacabile assunta in termini assolutori dalla responsabilità
catiuscia-marini

La Corte di Cassazione Sezioni Unite ha confermato in data 10 maggio, con motivazioni pubblicate in data odierna, la piena e totale assoluzione della Regione Umbria accusata dalla Procura regionale della Corte dei Conti di aver provocato un danno di oltre 47 milioni di euro derivanti, secondo l’accusa,  “da vari episodi di ‘mala gestio’ forieri di sprechi di risorse subiti dai soci pubblici della società ‘Umbria Tpl e Mobilità”.  Si tratta dell’atto conclusivo di una vicenda che ha condizionato per anni il dibattito politico regionale e scosso la vita privata delle persone coinvolte, tra le quali e tra le prime quella di Catiuscia Marini, all’epoca Governatrice della Regione, che ha rilasciato a caldo una dichiarazione a riguardo.

“La decisione della Corte di Cassazione Sezioni Unite del 10 maggio 2022 ed oggi pubblicata rende giustizia all’operato da me svolto come Presidente della Regione ed ai colleghi Assessori regionali nelle Giunte regionali da me presiedute, in merito alla vicenda del risanamento economico finanziario del sistema di Trasporto Pubblico Locale e della prosecuzione dei servizi aziendali che hanno consentito all’Umbria di non interrompere mai i servizi di TPL, assicurando il diritto dei cittadini alla mobilità e al trasporto. Si pone fine, in maniera definitiva, ad una vicenda giudiziaria apertasi nel 2012 con una indagine della Procura Regionale della Corte dei Conti dell’Umbria e con un atto di citazione agli amministratori regionali e provinciali del 2016.

Le motivazioni della sentenza confermano la correttezza ed il buon operato al quale ho sempre improntato la funzione di Presidente della Regione Umbria e della Giunta regionale, avendo sempre anteposto la tutela dell’interesse pubblico ad ogni decisione amministrativa come evidenziato nel caso specifico del risanamento del Trasporto Pubblico Locale.

La mia difesa, e devo ringraziare il grande lavoro tecnico e professionale dell’Avv. Nicola Pepe che mi ha assistito in questi anni e che ha avuto la sensibilità di cogliere ed evidenziare i profili che hanno trovato piena conferma da parte della Suprema Corte a Sezioni Unite, sin dall’inizio ha contribuito a ricostruire tutti i passaggi e la correttezza del nostro operato di Amministratori regionali indirizzato esclusivamente a tutelare l’interesse della comunità regionale a mantenere il servizio di TPL.

In particolare in tutti e tre i gradi di giudizio (1° Regionale, 2° Centrale e 3° di Legittimità difronte alla Cassazione) è stato confermato il buon operato della Regione Umbria, del Presidente, della Giunta regionale e della struttura regionale. E’ stata accolta pienamente la nostra linea difensiva che oltre ad evidenziare i profili di buona e corretta amministrazione ha altresì rivendicato l’insindacabilità delle decisioni politiche, la non giustiziabilità delle scelte assunte dal Governo regionale e la piena legittimità della discrezionalità amministrativa. Appartiene all’esclusiva competenza degli organi istituzionali la piena discrezionalità politica in merito alle scelte da perseguire per tutelare i servizi fondamentali al cittadino e le eventuali azioni straordinarie da mettere in campo per il risanamento anche delle aziende pubbliche.

Quanto espresso al punto 25 della Sentenza è per me motivo di orgoglio in quanto la Corte Suprema di Cassazione evidenzia che “…. altresì ravvisando nell’operato degli amministratori regionali e provinciali una condotta insindacabile nel merito alla stregua di scelte né irragionevoli, né abnormi ed anzi dotate di giustificazione palesata nell’esigenza di non interrompere il TPL, già secondo una valutazione ex ante dell’erogazione di risorse pubbliche, senza che la stessa Procura contabile vi abbia contrapposto scelte alternative…….; il riconoscimento esplicito, da parte della Corte dei Conti, dell’impossibilità di valicare il cd.merito amministrativo…. Inducono pertanto, nella presente sede, ad un corrispondente apprezzamento di insindacabilità della decisione per come assunta, in termini sostanzialmente anche assolutori dalla responsabilità…

Sono stata sottoposta, come amministratore regionale insieme anche ai miei colleghi della Giunta, a numerose e violente polemiche  che hanno colpito la mia persona ed i miei affetti più cari, talvolta contribuendo a distorcere la mia immagine di persona e amministratore corretta ed onesta verso i cittadini e la comunità regionale anche con ricostruzioni falsate e distorte della realtà volte ad influenzare negativamente l’opinione pubblica. 

Ho sempre confidato e confido tuttora nell’esercizio della giurisdizione e nella sua capacità di cogliere i profili di onestà e di correttezza che contraddistinguono le scelte dell’amministratore pubblico attento al buon andamento dell’Istituzione ed animato da sani principi, ai quali sempre mi sono conformata.”

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