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Nella lista delle 16 domande presentate al Ministero ci sono Assisi, Orvieto e Spoleto, una concorrenza interna alla regione che ha fatto desistere altre, tra cui Todi che vorrebbe puntare sul 2026
Capitale_Cultura

Sono ben 16 le città italiane che hanno presentato la manifestazione d’interesse al Ministero della Cultura per essere la “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2025. Ben tre sono umbre: Assisi, Orvieto e Spoleto. Un affollamento tutto regionale che ha consigliato ad altri di desistere, come ha confermato nei giorni scorsi il Sindaco di Todi, che vorrebbe lavorare ad una candidatura della città per il 2026.

Le città in lizza per il 2025 sono: Agrigento, Aosta, Assisi, Asti, Bagnoregio, Reggio Calabria, Enna, Lanciano, Monte Sant’Angelo, Orvieto, Otranto, Peccioli (Pisa), Pescina (L’Aquila), Roccasecca (Frosinone), Spoleto e Sulmona (L’Aquila). Il titolo di Capitale italiana della cultura viene conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del progetto con il quale si è candidata.

Il titolo, istituito nel 2015, ha visto il primo anno premiare le città Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena; nel 2016 Mantova, nel 2017 Pistoia, nel 2018 Palermo, nel 2020 e 2021 Parma; il 2022 è l’anno di Procida; Bergamo e Brescia saranno le capitali italiane della cultura per il 2023, mentre Pesaro lo diventerà nel 2024.

Le città partecipanti entro il 13 settembre presenteranno il proprio dossier di candidatura – spiega una nota del Ministero della Cultura – che sarà sottoposto alla valutazione di una commissione di sette esperti di chiara fama nella gestione dei beni culturali.  Entro il 15 novembre 2022, la commissione definirà la short list delle 10 città finaliste, la procedura di valutazione si concluderà entro il 17 gennaio 2023.

 

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