Condividi su facebook
Condividi su twitter

Come un’orda di lanzichenecchi la destra è pronta a saccheggiare l’Umbria trasformandola nel cuore incenerito d’Italia. Proprio nel giorno in cui a Roma brucia l’impianto di Malagrotta, in Umbria arriva l’annuncio della chiusura degli impianti di trattamento meccanico biologico. Ecco la volontà di far fallire la raccolta differenziata con gravi perdite occupazionali allo scopo di bruciare direttamente rifiuti. 

Il vicepresidente dell’Umbria e assessore all’ambiente Morroni getta definitivamente la maschera sulle intenzioni della giunta Tesei di spingere l’Umbria verso il disastro finanziario, sociale, economico e ambientale. Il nuovo inceneritore da 160 mila tonnellate – ha annunciato in pompa magna Morroni – dovrà essere pronto entro il 1° gennaio 2028. Con due anni di anticipo rispetto al previsto, quindi, che avranno l’effetto di avvicinare ancor prima l’Umbria, una volta cuore verde d’Italia, all’onta di diventare il cuore nero dell’incenerimento, spingendola verso il baratro dell’emergenza rifiuti con l’esaurimento delle discariche riempite da ceneri e scorie. Un Piano che contrasta totalmente con tutto ciò che la destra umbra, a partire dal duo Zaffini-Nevi, aveva predicato sull’utilizzo di rifiuti nei cementifici, rifiuti che saranno comunque bruciati come combustibile ma che verranno importati da fuori. Il paradosso demenziale di una scelta scellerata.

Mentre l’Europa esorta gli stati membri ad aumentare la differenziata e investire su impianti di recupero dei materiali, la giunta Tesei decide di dare il colpo di grazia all’immagine ‘green’ della nostra verde Umbria. Noi crediamo che il modello debba essere un altro e debba puntare sul massimo recupero della materia. Di questo parleremo domani sera a Gualdo Tadino nella tavola rotonda “Fabbrica dei Materiali Umbria – la transizione ecologica del ciclo dei rifiuti” alle ore 21 presso la Mediateca del Museo Regionale dell’Emigrazione ‘Pietro Conti’ in via del Soprammuro. Un momento di confronto a cui parteciperà anche il sindaco di Gualdo Tadino che si è detto pronto a discutere senza approccio ideologico della possibilità di realizzare sul suo territorio il nuovo impianto. Cogliamo l’occasione per invitare all’incontro anche l’assessore Morroni. Non è mai troppo tardi per cercare di salvare l’Umbria dal baratro.

condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter