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Quando i grandi dimostrano di essere piccoli ed i piccoli dimostrano di essere grandi; intervento di Oliviero Bocchini che è stato candidato in una delle liste a sostegno del sindaco Ruggiano
Consiglio comunale todi2

Per soddisfare la mia passione, ho voluto gustarmi l’insediamento del nuovo consiglio comunale. Non me ne voglia Antonino Ruggiano, ma per la saggezza degli anni e per la grande passione alla politica mi costringono a dire la mia, come sempre e per tutta la vita: difendere la propria libertà di pensiero a scapito, anche, di preferenze, poltrone e di  nomine. Quella libertà che ieri pomeriggio ho più volte sentito ripetere dal sindaco Ruggiano nel suo discorso.

Come molti, dopo l’ennesima delusione, a dicembre avevo deciso di non andare più a votare, poi il modo affabile di Adriano Ruspolini e l’amicizia con la famiglia Ruggiano, mi hanno fatto ricredere e accettare la candidatura nella sua lista, senza alcuna ambizione nemmeno per le preferenze. 

Non mi sono pentito della scelta, ma la prossima volta ci penserò due volte in più. Della scelta fatta sono rimasto gratificato sia da Ruspolini che da Ruggiano: il primo per avermi scelto come portavoce della lista per il discorso di chiusura della campagna elettorale di tutta la coalizione; da Ruggiano per le parole usate nell’occasione nel darmi la parole, testualmente: “Ora dò la parola ad un signore che ha fatto tante campagne elettorali con mio padre, un non più diciottenne, ma certo con lo spirito di un diciottenne…”.

La delusione ieri pomeriggio è nata nell’ascoltare la composizione della nuova giunta comunale, dove metà dei partiti che in consiglio appoggiano Ruggiano, è stata lasciata fuori dalla concreta amministrazione della città, nonostante i loro voti siano risultati determinanti senza ricorrere al ballottaggio.

Grande soddisfazione per la riconferma di Antonino Ruggiano, ma grande delusione per vedere a Todi sconfitta la sana politica; all’epoca dei mie primi diciotto anni quando militavo nel partito nel cui simbolo si leggeva LIBERTAS, i grandi partiti come Dc e PCI si preoccupavano di rispettare e gratificare i piccoli partiti: la DC arrivò ad eleggere presidente del consiglio dei ministri Ugo La Malfa del PRI, un partito con 7-8 volte voti in meno dei suoi; il PCI in tantissimi comuni, pur avendo il doppio o il triplo dei voti eleggeva sindaco un socialista o un repubblicano.

Segno di vera democrazia e di concreto rispetto dei grandi verso i piccoli partiti. Con il risultato che allora l’elettorato andava per 80-85% alle urne, oggi spesso non si raggiunge il 50%. 

Non fa bene alla democrazia vedere relegare due dei quattro partiti di centrodestra che hanno permesso la rielezione del sindaco Ruggiano, dicasi Todi Tricolore e lista Ruspolini, in ruoli secondari e non di diretti artefici amministratori comunali. 

Plaudo Ruggiano, Adriano Ruspolini ed Andrea Nulli che, con spirito di servizio e per il bene della città, si siano prestati per soddisfare le ambizioni di due grandi partiti, per numero di voti, ma piccoli, molto piccoli guardando al futuro della politica.  Si potrebbe sempre, prima o poi volontà permettendo, rimediare.

Scusatemi di considerarmi come un padre, che di fronte ad un errore di un figlio, non riesce a stare zitto. Tanto dovevo da chi, per la sua passione, è stato definito “drogato della politica”.

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