Condividi su facebook
Condividi su twitter
Civicix l’Italia Mediana, Alleanza Civica del Nord e Mezzogiorno Federato auspicano una soluzione alla crisi di governo per non strozzare sul nascere qualsiasi progetto di rigenerazione
Draghi mario

“L’apertura di una crisi di governo dai contorni non chiari e dall’incomprensibile contenuto mette a rischio senza alcuna ragione la posizione dell’Italia sullo scacchiere internazionale, intacca il prestigio di una delle ultime riserve della Repubblica come Mario Draghi e rischia di strozzare sul nascere qualsiasi progetto di rigenerazione o transizione ecologica, economica o istituzionale”. Lo chiedono in un comunicato congiunto, Andrea Fora di Civicixl’Italia Mediana, Franco D’Alfonso di Alleanza Civica del Nord e Claudio Signorile di Mezzogiorno Federato. 

“I partiti ed i gruppi, attraverso un sistema di autolegittimazione e di nomine e perfino un’assurda e incontrollata procedura di autoamputazione di una parte dei suoi membri, hanno in gran parte privato il Parlamento di ogni capacità attiva, scambiandosi a turno le parti in commedia tra guastatori e conservatori, invece di utilizzare la finestra garantita dal governo di iniziativa presidenziale per riformare il sistema politico prima ancora di quello istituzionale.

Consapevoli del fatto che difficilmente troveremo orecchie disponibili ad ascoltare parole che parlano di innovazione e riforme invece che di conservazione del proprio privilegio sempre più ristretto, tuttavia rivolgiamo un appello a uno scatto di politica in finale di legislatura, che permetta al governo Draghi di gestire senza ulteriori intralci la delicata contingenza che stiamo attraversando, e nel contempo di impostare una indispensabile prossima legislatura costituente. Ciò che potrà avvenire attraverso l’elezione di un Parlamento nuovamente rappresentativo dei territori e delle diverse sensibilità esistenti, ripristinando, con una legge elettorale proporzionale e le preferenze o con i collegi uninominali, la possibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti.

È l’ultima chiamata per un sistema politico partitico che ha dato fino ad oggi il peggio di sé ma che può e deve emendarsi ridando una possibilità vera ai cittadini di riprendere la parola e la guida del proprio destino”.

condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter