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Prendiamo atto di recente come l’ineffabile Ruggiano ed il vice Ranchicchio, ovvero la declinazione del primo della meritocrazia tuderte (rappresentazione plastica del pregio amministrativo del Partito della Meloni, che non trova miglior sostituto pur tra 4 eletti in consiglio), ne hanno combinata un’altra (l’ennesima).
In data 07.07.2022 con Delibera di Giunta partecipata da tutti i membri della stessa si è votato sull’insediamento del medesimo Organo e lo stesso Ranchicchio, senza che alcuno eccepisse nulla, votava il non procedere a richiedere ristoro dei benefici da egli percepiti durante la propria incompatibilità a rivestire il ruolo di assessore protrattasi dal 05.07.2017 a fine presente legislatura (o meglio sino al pagamento anche delle cifre di mora, effettuato a conferma del tempo del debito).
Ciò in ragionevole violazione dell’art. 75 del DPR 445 del 2000 e certamente in pieno conflitto di interessi ai sensi di TUEL.
Abbiamo già presentato esposto chiedendo di valutare l’eventuale commissione di abuso d’atti d’ufficio, astrattamente proprio riguardante casi in cui si procede al voto in posizione di conflitto, ovvero laddove si omettano atti dovuti (potenzialmente quello di eccepire l’incompatibilità), con beneficio o detrimento propri o altrui eventuali.
Iniziamo a dubitare della lucidità politica del Sindaco, che a questo punto ci pare “sbadato” o -come sostenevamo in campagna elettorale- sopravvalutato nella propria competenza amministrativa, o peggio -speriamo non sia così – “costretto” da ragioni “di poltrona” a curarsi più della tenuta della maggioranza che del possibile danno erariale per 100.000 euro lordi  circa all’Ente.
Il tutto nel silenzio del Segretario generale responsabile all’anticorruzione, la quale pure dovrebbe aver competenze specifiche di contestazione dei fatti (sempre ai sensi dell’art. 75 DPR 445/2000 e art. 15 D. Lgs. 39/2013).
Chiediamo non solo nuovamente le dimissioni di Ranchicchio (i cui tre atti non veritieri a pubblici ufficiali sono metro statistico di inadeguatezza), o in difetto di pudore la revoca da parte di Ruggiano (per mero decoro cittadino), ma a questo punto soprattutto la tutela dell’Ente dal punto di vista erariale, potenzialmente significativamente leso.
Certo procedere con gli atti dovuti comporterà il ri-emergere dell’incompatibilità del vice –sindaco e si dimostrerà come il tema fosse da sempre rilevante a dimostrazione della mano incerta del nocchiero.

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