L’assessore al turismo dell’Umbria, risponde alle pesanti critiche avanzate in particolare dal consigliere regionale Tommaso Bori
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L’assessore regionale al Turismo Paola Agabiti interviene in merito alle affermazioni del consigliere regionale Bori inerenti il brand della regione Umbria. Di seguito il suo intervento:

“Apprendiamo con vivido stupore e sorpresa le parole del consigliere Bori in merito al “brand” della regione Umbria, che verrà presentato ufficialmente il 13 ottobre prossimo nell’ambito della fiera del Turismo di Rimini.

Quante affermazioni prive di senso e quante inesattezze che mirano a liquidare sprezzantemente un lavoro di mesi da parte di professionisti qualificati a livello mondiale – la prestigiosa agenzia Armando Testa – con l’apporto delle strutture regionali e il lavoro condiviso della Camera di Commercio e delle associazioni di categoria, che si sono prodigati per fornire il loro prezioso contributo al segno distintivo che caratterizzerà l’immagine e la promozione futura della Regione Umbria. 

Vorrei innanzitutto fornire, a chi ne ignora l’esistenza, un’informazione di cui dovrebbe essere al corrente.
Il brand che verrà adottato non è il marchio istituzionale della regione Umbria, che si caratterizza per i “tre ceri” di Gubbio su sfondo rosso, simbolo della regione, che si distingue per essere un’immagine inalterabile, che non può essere ricostruita, ridisegnata o deformata. In parole semplici, il nome e cognome ufficiali del nostro ente, cui sono legati aspetti quali la sua formale identificazione e il patrocinio che essa fornisce a manifestazioni e iniziative di particolare interesse. Un marchio che non verrà certamente meno.

Ben diverso è il significato, la funzione e la finalità del brand, che l’amministrazione regionale lancia per la prima volta nella storia dell’Umbria, e le cui precedenti amministrazioni non hanno mai saputo realizzare né tanto meno concepire.
D’ora in poi, la nostra regione affiancherà al marchio istituzionale, caratterizzato dai “tre Ceri”, un brand  – unica ad esserne fino ad oggi sprovvista – finalizzato a promuovere il territorio dal punto di vista turistico, culturale ed enogastronomico.

Segno evidente di un’amministrazione responsabile e lungimirante, che ha avuto la visione di immaginare un logo dotato della forza di identificare i valori, la storia, le tradizioni ed i costumi della nostra regione, veicolandoli a livello nazionale ed internazionale ed esaltandone il loro significato e la loro forza intrinseca. 

E ciò in una logica di c.d. “marca ombrello”, che sappia rappresentare ciò che di più autentico e genuino la nostra regione sa manifestare quale territorio posizionato al centro della nostra penisola. E, per la precisione, non al centro dell’Europa, come sostiene chi è legato politicamente ai promotori di campagne che promuovevano il nostro territorio con immagini della Val d’Orcia”.

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