La riduzione degli sprechi è una necessità che riguarda anche la carta e il cartone, due materiali che si prestano a essere riciclati con relativa facilità. Le fibre di cellulosa presenti nella carta, infatti, possono essere sottoposte a più cicli di lavorazione e di conseguenza essere recuperate più volte. Il cartone e la carta che vengono conferiti attraverso la raccolta differenziata sono inviati al macero, e poi permettono di ottenere la cosiddetta materia prima secondaria: si tratta, in sostanza, di carta riciclata che viene usata per realizzare prodotti cartacei nuovi.
Il riciclaggio della carta
Ma come avviene di preciso il processo di riciclo della carta? Esso si sviluppa in vari step: si inizia con la raccolta e lo stoccaggio, si prosegue con il selezionamento e poi si arriva alla pressatura in grandi balle, un’operazione che ha lo scopo di agevolare il trasporto verso le cartiere. Quindi il materiale viene sminuzzato, affinché possa essere lavorato. Quindi le procedure di sbiancamento e di disinchiostrazione consentono di togliere gli inchiostri e i relativi residui. Il materiale così ricavato viene ridotto in poltiglia e poi affinato affinché possano essere rimosse tutte le impurità e le scorie. Dopodiché la destinazione della “poltiglia” ricavata cambia a seconda di come essa dovrà essere usata, e può prevedere un’aggiunta di cellulosa vergine. Ecco, quindi, un composto che si può usare come materia prima nuova.
I benefici offerti dalla carta riciclata
Grazie al riciclo della carta si produce una quantità di rifiuti inferiore e in più si risparmia sulle attività di incenerimento. Ancora, non si distruggono foreste perché non si abbattono alberi, con conseguenze evidenti non solo sul suolo, ma anche sulla fauna e sulla flora. In generale, si promuove lo sviluppo della green economy e dell’economia circolare, che fra l’altro contribuiscono a generare lavoro.
Che cosa è possibile riciclare
Ma tutte le tipologie di carta possono essere riciclate? Non proprio: al riciclo possono essere destinati soprattutto i rifiuti urbani da raccolta differenziata e gli scarti industriali, i cosiddetti sfridi. Entrando più nel dettaglio, tra i prodotti in carta da riciclare ci sono le riviste e i giornali (se non c’è carta plastificata), i sacchetti di carta come quelli del pane e della farina, i cartoncini per alimenti come quelli del sale e della pasta, i piatti, i bicchieri, le salviette e i tovaglioli.
La marcatura della carta e del cartone
Anche i materiali a base di cartone e di carta, inoltre, si prestano a essere marcati: dal cartoncino colorato al cartone piano, dalla carta da pacchi alla carta per fotocopie, dalla carta velina alla carta di riso. Un ruolo di primo piano da questo punto di vista è rappresentato dai laser, che garantiscono una resa ottimale. Nel caso della carta, le fibre di cellulosa assorbono l’energia del raggio laser ad anidride carbonica, il quale riscalda il materiale lungo il percorso e ne causa la vaporizzazione. La potenza è ridotta, affinché il materiale non venga tagliato ma solo inciso a una specifica profondità. È possibile ricorrere all’incisione della carta, per esempio con le lavorazioni che vengono effettuate da Automator International, non solo per realizzare disegni o motivi, ma anche per comunicare delle informazioni.
Perché marcare la carta
Uno dei motivi per cui si potrebbe decidere di utilizzare la marcatura per la carta è rappresentato dalla necessità di rendere alcuni documenti non falsificabili e sicuri: un’esigenza che riguarda in primis gli enti istituzionali, ma anche le organizzazioni private. È indispensabile, tra l’altro, associare i requisiti di sicurezza e le necessità economiche. In passato a questo scopo si utilizzavano le filigrane, ma anche disegni che servivano a rendere più complessa la falsificazione della carta; tuttavia il margine di sicurezza non era comunque sufficiente. Ecco perché la marcatura dei documenti si rivela, al giorno d’oggi, la soluzione ideale: per effetto dell’interazione fra il materiale e il laser, lo strato superficiale della carta viene trasformato e, così, si ottiene il disegno. Di conseguenza non si ha un processo di applicazione del marchio sul materiale, dato che il marchio è parte del materiale stesso. Un eventuale tentativo di contraffazione, piaga sempre più difficile da arginare, risulterebbe in questo modo maggiormente evidente. Tra l’altro, oggi la marcatura di tipo laser può essere impiegata sulle carte di sicurezza e di identità, sui braccialetti identificativi che si usano in ospedale e sui pass: tutti documenti che non possono essere falsificati, che devono essere in grado di resistere all’usura e che richiedono un segno indelebile.











