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All'interno della comunità montecastellese e tuderte viene ancora ricordato per la sua umiltà e semplicità e per aver ispirato la propria vita e la propria missione alle tradizioni e al linguaggio del mondo contadino
don antonio

Il 24 ottobre di quest’anno ricorrono ormai vent’anni dalla scomparsa di Don Antonio Antonini, già parroco di Monte Castello di Vibio, nato a Pozzo di Gualdo Cattaneo il 21 maggio 1929.

Don Antonio, all’interno della comunità montecastellese e tuderte, viene ancora ricordato da quanti lo hanno conosciuto per la sua umiltà e semplicità e per aver ispirato la propria vita e la propria missione alle tradizioni e al linguaggio del mondo contadino. Un’umanità non da tutti compresa unita ad una infaticabile attività sacerdotale in continuo contatto sia con le persone anziane che con i più giovani.

Fra luglio e agosto di ogni anno promuoveva sette o otto turni di campiscuola (centri estivi) presso il Monte Amiata e, in particolare, a Saragiolo, nel comune di Piancastagnaio, dove portava centinaia di ragazzi e adulti dando a tutti, anche ai meno abbienti, la possibilità di trascorrere, in un ambiente piacevole e comunitario, diversi giorni di vacanza.

Durante la settimana del campus, Don Antonio, si intratteneva con gli ospiti, soprattutto i più giovani, curando personalmente ogni aspetto della loro giornata: preghiera, svago, passeggiate fino alla vetta, preparazione e consumazione dei pasti, riposo. Poi, il sabato pomeriggio, rientrava in parrocchia per officiare le varie messe domenicali. Terminato il servizio sacerdotale si riavviava subito verso il monte Amiata dai suoi ragazzi non prima di aver riempito la propria autovettura di frutta e ortaggi genuini da portare in tavola, reperiti direttamente presso le varie aziende agricole della zona. Per il pesce, poi, provvedeva a pescarlo lui stesso alle pendici della montagna.

Si conta che, in totale, abbia organizzato ben 160 campus di cui, nella diocesi di Todi, è stato praticamente l’iniziatore a partire dagli anni ’60 fino al 1997.

Un’altra grande passione di Don Antonio è stata quella per il teatro amatoriale attraverso l’allestimento di piccole commedie che, sotto la sua direzione, venivano poi rappresentate nelle varie frazioni del tuderte al fine di portare un pò di sana allegria fra la gente.

Don Antonio, consacrato nel 1959, ha svolto nella sua carriera numerosi servizi fra cui quello di parroco di Piedicolle di Collazzone e poi quello di padre spirituale presso il seminario di Todi. E’ stato insegnante di religione presso le scuole medie, assistente diocesano nell’Azione Cattolica e nel Centro Sportivo Italiano, parroco di Monticello e San Damiano e, poi, vicedirettore dell’istituto Crispolti di Todi. Ha collaborato nella cura pastorale della parrocchia di Santa Prassede ed è stato parroco anche di Fiore e Pontenaia.

A partire dal 1983, per 17 anni, ha svolto la funzione di arciprete di Monte Castello di Vibio dove si è impegnato in prima persona per la realizzazione della nuova chiesa di Madonna del Piano (1989) e per i restauri della torre companaria (1984), della chiesa parrocchiale dei SS. Filippo e Giacomo (1990) e delle cappelle rurali del Quartuccio (1990) e della Madonna dei Portenti (1992). Ed anche a Monte Castello di Vibio ha contribuito a far nascere una filodrammatica formando degli “attori” locali che poi, successivamente, si sono esibiti con successo all’interno del teatro della Concordia dopo la sua riapertura avvenuta nel 1994.

Sopraggiunti alcuni problemi di salute, nel corso del 2000, ha dovuto lasciare la parrocchia di Monte Castello di Vibio per trasferirsi ad Acquasparta dove è vissuto insieme ai parroci don Antonio Cardarelli e don Piero Grassi distinguendosi sempre per intensità e zelo pastorale. Qui ha continuato a confessare, ha visitato numerosi anziani della Casa Albergo Amerino ed è entrato, ogni giorno, in qualche famiglia a portare sollievo con la sua bonomia e la sua arguzia. Si è spento, all’età di settantatrè anni, ad Acquasparta, il 24 ottobre del 2002.

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